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Famiglie

Famiglie a Loppiano/2 - Contribuire alla fraternità universale

Mariarosa e Renzo Bardi da più di dieci anni si sono trasferiti nella cittadella per dare il loro contributo a sostegno delle famiglie e non solo. Ripercorriamo con loro qualche tratto saliente dell’avventura che li ha portati qui.

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“"Dio dove sei?"” – è la domanda gridata con il cuore colmo di amarezza dal giovane Renzo mentre imbarcato con la Marina Mercantile sentiva pesare la solitudine e la lontananza dalla fede, dopo una fanciullezza ribelle di chi a 5 anni si era trovato orfano di padre a causa della guerra.

“L’incontro con Mariarosa, durante una licenza, - racconta Renzo - è stato per me un inaspettato soffio di speranza, che ha ridato senso alla mia vita. Per vivere accanto a lei ho lasciato il mare.”

Si sono sposati spinti da sentimenti che “apparivano i più belli, inscalfibili”, ma – spiega Mariarosa – “non avevamo una chiara coscienza del matrimonio come sacramento e la nostra fede era basata su una saltuaria pratica religiosa, avulsa dalla vita. Inconsciamente ci aspettavamo tutto l’uno dall’altro e, di fronte alle inevitabili difficoltà del vivere quotidiano e alle nostre diversità, non siamo stati capaci di accoglierci come un dono reciproco.”

Confusa e delusa lei decide di lasciarlo e Renzo, sconvolto dalla rabbia e dalla desolazione, rinuncia ad ogni tentativo di riconciliazione: “Ci siamo separati. Dio lo sentivo più che mai lontano. Un lungo tempo di desolazione.”.

Poi l’incontro con una persona, un giovane sposato, che gli offre la sua amicizia e che alla sua risposta amara di non credere più a nulla, gli propone “un’amicizia nuova, quella del Vangelo: amarci come Gesù ci ha amato”. Frequenta la sua famiglia e poi altre persone che, come lui, hanno fatto dell’amore evangelico l’ideale della loro vita. “In quel clima di fraternità – ricorda Renzo -  avviene l’incontro della mia umanità ferita con la scoperta di Dio. Mi sento risanato dall’amore senza misura di Gesù che ha dato la sua vita per me. Inizia per me un cammino gioioso di unione con Dio nella preghiera e nell’amore al prossimo.”

Nel frattempo anche “l’abisso di oscurità” in cui era precipitata Mariarosa viene illuminato dall’incontro “con persone unite dall’amore reciproco, con le quali posso condividere il dolore che mi opprime e riscoprire l’incontro profondo con Dio, in Gesù, che apre la mia vita ad una svolta gioiosa e decisiva.  Il primo passo per vivere di conseguenza è quello di comunicare a Renzo questo dono.”

“La sua lettera – aggiunge Renzo - mi riempie di stupore. Avverto di dover essere attento a quanto Dio va operando. Qualche tempo dopo, ricevo la notizia che Mariarosa è ricoverata in ospedale. Parto subito per andare da lei. Quando arrivo è già sera. Nella penombra della stanza i nostri sguardi s’incontrano. Viviamo un’esperienza forte: il passaggio tra noi di un fuoco di Misericordia che tutto brucia.”

La famiglia si ricompone e si arricchisce con il dono di sei figli e negli anni si allarga sempre più abbracciando altre famiglie e persone con le quali si impegnano a vivere un’esperienza di fraternità evangelica: “Molte anche le sofferenze che abbiamo incontrato nei volti di tanti prossimi.”. Esperienza che li porta poi a lasciare la loro città e a trasferirsi a Loppiano, prima per contribuire alla Scuola Loreto e ora nel continuare, con spirito di servizio e slancio mai calante, all’edificazione della fraternità universale.