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Stefano Isolan, il primo a sinistra

Vocazione al sacerdozio, vocazione all’'unità

Stefano Isolan, seminarista della diocesi di Fiesole nella quale sorge Loppiano, viene da una delle famiglie che sono venute nella cittadella per dare il loro contributo all’edificazione di questo bozzetto di mondo unito sulle colline toscane.

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La sua famiglia si era trasferita qui da Verona nel 1986 e qui - racconta Stefano - si è “nutrito della spiritualità dell’unità di Chiara Lubich” e in questo ambiente è cresciuto e ha avuto modo di scegliere e riscegliere in piena libertà “il mio essere cristiano”.

“Anche altre esperienze – aggiunge - mi hanno segnato: la parrocchia a Loppiano, i gruppi parrocchiali giovanissimi e giovani a Incisa, la pastorale giovanile e l’azione cattolica diocesana e ancora la vita civile e politica del mio comune. In ognuna di queste realtà Dio mi mostrava che l’unità non è utopia, che quelle del Vangelo non sono semplici parole ma si fanno carne attraverso uomini e donne di buona volontà indipendentemente dal movimento ecclesiale di appartenenza, dal credo religioso e dall’orientamento politico. Avevo di fronte innumerevoli strade, una più bella dell’altra, ma personalmente ero sempre più attratto dalla S. Messa nella quale tutto quanto convergeva: qui trovavo la fonte e il culmine del mio essere uomo. L’Amore e la Misericordia di Gesù Eucaristia mi travolgevano: lì c’era davvero una persona capace di perdonarmi e amarmi così come sono.”

Cresce in lui il desiderio di lasciare tutto per rispondere a questo Amore, ma in quale strada? Capisce pian piano come “ciò che scaturiva dalla preghiera personale, dai ritiri dell’Azione Cattolica e dall’Eucaristia,  mi veniva confermato dalla mia guida spirituale e dai giovani focolarini che mi avevano custodito e accompagnato per tutto il cammino. Vedevo così realizzarsi una delle parole di Gesù più care a Chiara Lubich: Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro e proprio Gesù vivo e presente in mezzo a questo gruppo tanto diverso di persone mi confermava con forza che era ora di partire per il seminario.”

Nel 2007 entra nel Seminario di Fiesole dove trova “un’equipe formativa di tre sacerdoti più il padre spirituale che avrebbero dovuto  collaborare in spirito di comunione. Anche la vita quotidiana di seminario rifletteva questa impostazione che fondava le sue radici nell’amore reciproco e nel Vangelo vissuto. Così io, unico seminarista del movimento dei focolari, ritrovavo proprio a Fiesole quello che mi sembrava di aver lasciato a Loppiano. Ho scoperto che la vocazione all’Unità e la vocazione al sacerdozio si compenetrano e completano a vicenda. Il prete è infatti chiamato a servire Dio nel sacramento della riconciliazione, nella Parola, nell’Eucaristia, nei fratelli, ma c’è anche un altro servizio che è quello all’unità della Chiesa. Ho toccato con mano che davvero la Chiesa intera, anzi l’umanità intera oltre i confini dei movimenti delle confessioni cristiane e delle ideologie, tende alla realizzazione di questa unità, e che a me come a tutti noi è chiesto semplicemente di scovare i luoghi dove essa è già realtà, per poi valorizzarla, coltivarla e farla crescere perché dove c’è l’unità autentica e vera lì c’è Cristo ed è Gesù stesso a dirci che dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro!”.