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DA CIVITAVECCHIA A LOPPIANO NEL NOME DI RENATA BORLONE

Sono arrivati in 16 da Civitavecchia a bordo di un pulmino bianco nella mattinata di giovedì 4 maggio: è la Delegazione del “Premio - Borsa di studio Renata Borlone”.

Il Premio  - ci dice l'avvocato Rosalba Padroni della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia (Ca.Ri.Civ )  - promosso dal Comune di Civitavecchia, in collaborazione con il Movimento dei Focolari e finanziato dalla nostra Fondazione  è nato con lo scopo di diffondere tra i giovani i principi che hanno ispirato la vita  di Renata Borlone: educazione, solidarietà, fratellanza e tolleranza. Renata Borlone, nata a Civitavecchia dove ha vissuto per pochi anni a Borgata Aurelia, ha dedicato proprio qui a Loppiano oltre 20 anni della sua vita alla formazione spirituale e culturale di tanti giovani provenienti da ogni parte del mondo. Finalmente siamo riusciti a venire nella cittadella che porta il suo nome, lo desideravamo da tempo e  oggi siamo qui con una bella rappresentanza, in primis con la vincitrice della Borsa di Studio 2017,  la studentessa Francesca Ariscidel quarto anno del Liceo Galilei con due altri  studenti segnalati per il premio, Daniele Ceccarelli  e Simone Serpente (di 5a elementare). Sono ragazzi che ci sono stati segnalati dai loro insegnanti - è qui presente la prof.ssa Lorella Battilocchio che rappresenta le Scuole nel comitato di valutazione - ragazzi della città di Civitavecchia che si sono distinti sì per merito scolastico, ma soprattutto per gesti di bontà e solidarietà. E dico la verità che non è stato facile scegliere, perché ci sono dei ragazzi davvero meritevoli che si sono distinti nel servizio, nell'ascolto, nella condivisione della difficoltà dei compagni e tanto altro"

"Il valore di questa iniziativa  giunta alla quarta edizione- afferma  la prof.ssa Lorella Battilocchio - risiede nell'esigenza di promuovere la solidarietà nelle nostre scuole, ove possono emergere problematiche relative al bullismo e alla divisione tra gli studenti, proponendo  tra i ragazzi quella cultura del volontariato e della fratellanza  che ispirarono la nostra concittadina Renata Borlone. Quest'anno il comitato ha scelto Francesca Arisci, una giovane che sembra avere una propensione naturale ad aiutare il prossimo, partecipando a diverse iniziative volte al sostegno dei più deboli, tra le quali una missione in Tanzania. Ha iniziato  il suo percorso partecipando  al servizio di cene solidali per i senzatetto della nostra zona, ed anche presso la Stazione Tiburtina per la distribuzione di pasti caldi a chi ha perso tutto, casa, famiglia e lavoro".

"L'abbiamo premiata - aggiunge il dott. Felice Mari dei Focolari venuto a Loppiano con la moglie Lucia -  anche a nome del vescovo di Civitavecchia mons. Marrucci -  l'abbiamo premiata per incentivare nelle nostre scuole la cultura dell'accoglienza, dell'amicizia e dei valori del bene comune. Come sapete il premio consiste, per il vincitore, in un assegno di 500 euro offerti dalla Fondazione CARICIVmentre a tutti i  ragazzi  segnalati viene consegnato il libro di Renata e l'Attestato di partecipazione, anche essi grazie alla Fondazione Cariciv. Anche questo viaggio a Loppiano fa parte in certo senso della premiazione: Loppiano è un punto d'incontro privilegiato tra popoli, culture e diverse fedi religiose, un cantiere sempre aperto per sperimentare che l'unità tra uomini, gruppi e popoli è possibile. In tale ottica venire qui significa "fare cultura" perchè Loppiano rappresenta un modello di convivenza che nasce da una cultura nuova, una cultura che pone al centro l'uomo nella sua dimensione trascendente ed orienta le coscienze verso la condivisione e la solidarietà a 360 gradi che poi è la fratellanza universale.

Francesca Arisci, 17 anni si sente quasi un po' a disagio nel ricevere tanta attenzione perché  quello che fa le nasce semplicemente dal cuore e, con lo sguardo che colpisce per limpidezza, esordisce: " Ma io devo tutto all'Associazione  Vev "Venite e vedrete Onlus", un percorso  iniziato nell' ottobre 2015 quando dei ragazzi partiti per la Tanzania tornando  hanno  fatto la consueta testimonianza. Sono rimasta affascinata non solo dall'esperienza che avevano vissuto, ma in particolare da quel forte sentimento di amicizia che li legava. Un sentimento di invidia positivo, per la luce che avevo visto nei loro occhi, mi ha spinta ad andare all'incontro successivo ed oggi quegli stessi ragazzi sono per me una seconda famiglia con la quale ho condiviso un bagaglio di esperienze uniche. Anche se è solo poco più di un anno che ne faccio parte, questa associazione ha profondamente cambiato il mio modo di vedere le cose.  Lo scorso anno abbiamo iniziato un percorso molto concreto sulle opere di misericordia. Credo negli ideali del cristianesimo e nella possibilità di costruire attraverso questi un "civiltà dell'amore". Questo percorso è culminato col mio viaggio missionario in Tanzania nell' agosto 2016 , che ha rappresentato in maniera amplificata tutto ciò che durante l'anno ho scoperto e vissuto. Ho qui quello che ho scritto qualche settimana dopo il mio rientro ne leggo qualche stralcio: "L'Africa per me è vita, è AMORE. Su quella terra rossa e sotto quel cielo mai grigio, circondata da profumi, colori, persone, mi sentivo al centro dell'universo. I miei piedi erano fermi a terra, ma la mia anima andava via leggera lontano, così altrove che non è più riuscita a tornare. E adesso penso a tutto a quello che ho vissuto e non riesco a dare forma o senso alle mie emozioni.... Ero priva di tante cose ,ma mi sentivo piena perché mi avevano svuotato da tutto il superfluo riempiendomi con l'essenziale. Oggi cerco la Tanzania in ogni angolo di strada, in ogni bambino e in ogni persona che incontro, ma soprattutto cerco me stessa, quella che riuscivo ad essere così facilmente lì."  Questa per me è la Tanzania, è Kisinga, un villaggio che non esiste sulle cartine geografiche, un villaggio dove regna il silenzio, dove tutto accade in silenzio, ci sono donne, uomini e bambini che muoiono in silenzio senza disturbare i nostri banchetti. Questo è un percorso importante della mia vita , iniziato ad Ottobre 2015, segnato da un punto importante ad Agosto 2016, ma che non si è fermato, io non mi sono fermata, sto camminando e non so dove mi porterà questa strada, so che non è una strada semplice, ma so anche che è piena d'amore e finché sarà l'amore a guidarmi tutto andrà per il verso giusto". 

Questo premio Renata Borlone 2017 che le è piovuto fra le mani ha tutta l'aria di essere  una tappa di quel "non so dove mi porterà questa strada" e profuma di quello Spirito che soffia dove vuole.
Nella rappresentanza di Civitavecchia arrivata a Loppiano ci sono anche genitori, amici, amiche e Gabriele Demartis, figlio del dott. Fausto Demartis del Comune di Civitavecchia, membro del comitato di valutazione e strenuo sostenitore delle iniziative civiche per Renata Borlone. 

La Delegazione  è stata accolta a Loppiano da alcuni abitanti della cittadella tra cui Edward giovane medico della Tanzania  e dalla dott.sa Lida  Ciccarelli, docente di Storia della Chiesa e Teologia spirituale e postulatrice della causa di beatificazione di Renata Borlone che  a più riprese ha espresso la sua gioia nel vedere che il ponte tra Civitavecchia e Loppiano è sempre più aperto e fecondo. La visita all'Istituto Universitario Sophia, accolti dal prof. Bennie Callebaut; un festoso  pranzo insieme; poi la vista alle famiglie della Scuola Loreto, nell'Atelier dello scultore Hung, maestro anche di scrittura cinese che lì sul momento ha scritto - a ricordo -  i nomi di Francesca e di Davide e Simone e della Fondazione.

La visita è culminata nel santuario  Maria Theotokos che dentro l'armonia della sua architettura dal 30 ottobre 2004 custodisce, come un tesoro, le spoglie di Renata Borlone. Momento alto e commovente di silenzio-preghiera, poi alcuni cenni della testimonianza di Renata da parte di Lida Ciccarelli e di Mazia Gorton  la cui famiglia tanto deve a Renata che l'ha amata come una madre. 

E' tempo di ripartire per Civitavecchia resta solo il tempo per una foto tutti insieme sulla tomba di Renata e una dentro l'azzurro della vetrata della Theotokos e altre mentre  alla spicciolata tornano al pulmino che attende a motori accesi di ripartire. Un ultimo saluto festoso e grato, cenni d'intesa, il ponte c'è ed è sempre più solido come dice Francesca prima di partire: " Non conoscevo Loppiano, un angolo di paradiso, si respira un sentimento d'unità, quello che ho sempre sognato, quello che trovo fra le quattro mura della mia Associazione qui lo torvi in ampia dimensione...". E partono con i saluti dietro ai finestrini. Ora tocca a Loppiano che andrà a Civitavecchia nel novembre prossimo per presentare il Recital sull'autobiografia di Renata.

Redi Maghenzani