Affinati

Da LoppianoLab, l'invito a ripartire dal "noi" per una nuova educazione

» dedicata allíeducazione la mattinata conclusiva della nona edizione di LoppianoLab, (Loppiano, FI), domenica 30 settembre.

Nel focus “Dal sogno all’impegno: parliamo di educazione 4.0 Tra memoria e futuro…una questione di senso” il confronto, moderato dallo scrittore Paolo Di Paolo, tra l’insegnante e scrittore Eraldo Affinati, Emma Ciccarelli, vice presidente Forum associazioni familiari, e Michele De Beni, pedagogista e docente Istituto Universitario Sophia, ha messo a fuoco la situazione che oggi vive il mondo della scuola e più ampiamente il mondo dell’educazione.

Dove va l’educazione oggi? Su cosa puntare per indicare la rotta a chi è impegnato nell’affascinante e delicato compito di formare le nuove generazioni in un mondo che vive un cambiamento epocale?

“La scuola è in crisi perché vive in un mondo che è in crisi. Viviamo in un momento storico frantumato. L’insegnante oggi è solo nell’appassionare e coinvolgere i ragazzi, distratti da altri valori” esordisce Eraldo Affinati che, guardando all’esperienza del focolare di Chiara Lubich, spiega: “occorre un focolare come luogo fisico e spirituale dove ricomporre i frammenti; un focolare che significa un fuoco che scalda…per ricostruire i nessi, creare una passione nuova, cercare azioni illuminate dal pensiero”, e nel suo intervento ripercorre l’esperienza trentennale di insegnante in istituti professionali delle periferie romane e la nascita e sviluppo della scuola Penny Wirton, una rete di scuole di lingua italiana per migranti dove sono coinvolti nell’insegnamento anche ragazzi italiani.

In piena sintonia con Affinati, il pedagogista Michele De Beni, sottolinea la passione e il coraggio richiesti ad ogni insegnante. “è necessaria una pedagogia del cuore, dell’inclusione, dell’avvicinamento. In Occidente è ormai diffusa una epidemia della solitudine. L’insegnante deve entrare in dialogo e in relazione con ogni ragazzo, camminare con lui, al suo fianco. Non giudicarlo, ma entrare nel suo pensiero, vedere la bellezza del suo poter diventare”.

Altro attore fondamentale dell’impegno educativo sono le famiglie. “Il dialogo tra scuola-famiglia si è inceppato” riconosce Emma Ciccarelli, vice presidente Forum Associazioni familiari. Perché? Lo Stato ha investito poco o nulla sulla famiglia, mentre questa, invece “rappresenta un polo nevralgico e dal potenziale altissimo per il benessere della società”. Occorre investire in politiche di conciliazione famiglia-lavoro e riappassionare i genitori al lavoro degli insegnanti ricostruendo l’alleanza scuola-famiglia. Su questi due fronti il Forum delle Associazioni familiari spende e spenderà le sue energie.

A seguire il laboratorio:

Educarsi alla convivenza. Come affrontare la crisi di una società minacciata da violenza, razzismo, questione migranti, disimpegno.

In una società segnata dall’aggressività verbale e fisica e impaurita dal diverso bisogna avere il tempo di mettersi in dialogo e in ascolto. Vero antidoto alla paura è il “noi” come emerge negli interventi di Giuseppe Gatti, magistrato della DDA di Bari, Angelo Moretti, direttore generale consorzio Sale della terra Benevento, e Carlo Cefaloni, giornalista di Città Nuova, con la moderazione di Gianni Bianco, Vice caporedattore cronaca -Tg3 RAI. È il “noi” come comunità coesa contro l’illegalità infatti che sconfigge le mafie, come racconta il magistrato; è il “noi” di una comunità accogliente che crea inclusione vera, come ricorda Moretti, ripercorrendo l’esperienza dei Comuni del Beneventano che aderiscono al progetto Welcome: una strategia efficace per passare dai tradizionali approcci di welfare mix ad un’azione di welcome locale nella quale i piccoli comuni diventano luoghi di accoglienza e di crescita sociale ed economica.