Don Fábio Silva

Don Fábio e il sinodo in Amazzonia

Conosciamo meglio Don Fábio Silva Pereira, sacerdote brasiliano e cittadino di Loppiano. A lui, che viene da uno degli stati dove si estende l’Amazzonia, abbiamo chiesto di aiutarci a capire l’importanza di questo Sinodo Pan amazzonico aperto da Papa Francesco.

Don Fábio, da dove vieni?

Vengo dalla diocesi di Propriá, nello stato di Sergipe, nel Nord Est del Brasile. Sono nato in un piccolo paesino sulle rive del fiume San Francesco, noto come il fiume dell'unità nazionale, perché bagna cinque stati diversi lungo il suo corso, dalle sorgenti fino alla foce, sull'Oceano Atlantico.

Come sei arrivato a Loppiano?

Grazie alla Provvidenza di Dio! Mi spiego meglio. Ero parroco da poco tempo, solo due anni. Però, sentivo già il desiderio di ampliare il mio pensiero, di aggiornare la mia conoscenza, sia dal punto di vista teologico, che spirituale e relazionale. Un giorno, durante un incontro del clero, il vescovo ci propone: «C’è qualcuno, tra di voi, che desidera studiare?». Io mi sono alzato subito, proponendomi come candidato. Lui, all’inizio, ha esitato ma poi mi ha dato il permesso. Qualche giorno dopo, gli ho presentato la possibilità di iscrivermi all’Istituto Universitario Sophia, che avevo conosciuto attraverso un altro sacerdote. Il vescovo, stupito dalla mia scelta, ha rilanciato, proponendomi di unire anche l’esperienza nella scuola sacerdotale Vinea Mea. Così, da una parte, sto approfondendo la mia spiritualità e cambiando il modo di vedere me stesso e, grazie a Sophia, sto vivendo un’esperienza di vita e di pensiero interdisciplinare e interculturale, che va oltre la lezione in aula.

Don Fábio, aiutaci a capire, che importanza ha per la Chiesa nel tuo paese questo sinodo per l’Amazzonia?

È bene tenere presente che il sinodo Panamazzonico non si riferisce soltanto al Brasile ma coinvolge anche Perù, Colombia, Bolivia, Ecuador, Suriname, Venezuela, Guyana e Guyana francese. Perché fa riferimento al bioma amazzonico, la cui metà è in territorio brasiliano. La Chiesa cattolica è presente in Amazzonia fin dai tempi della colonizzazione, con l’arrivo degli spagnoli e dei portoghesi nell’America del Sud. Il sinodo, non ci fa riflettere solo sull’evangelizzazione dei popoli amazzonici ma anche sulla necessità di rispettare la loro diversità culturale, in modo particolare, la diversità del loro rapporto con la natura (fauna e flora), con i somiglianti con Dio. Ci fa riflettere sulla formazione dei ministri, agenti della pastorale, uomini e donne che possano sostenere e propagare, con la loro testimonianza, la fede ricevuta e maturata, il messaggio del Risorto, come i primi cristiani.

Perché questo sinodo interessa la Chiesa tutta?

I sinodi sono pensati per la Chiesa universale e non soltanto per una “piccola” porzione del popolo di Dio, geograficamente localizzata. Questo sinodo è importante perché ci chiama a una rinnovata responsabilità verso la Creazione, verso la Casa Comune, ricordandoci che l'uomo e la donna ne sono parte e apice, chiamati da DIo a prendersene cura. Questo significa che la responsabilità di curare l’Amazzonia, il Creato, non è compito esclusivo dei “popoli amazzonici”, ma di tutti noi, di tutta l’umanità.