Gen Verde in Spagna

GEN VERDE IN SPAGNA: MUSICA PER UN PRESENTE E UN FUTURO DI SPERANZA

Burgos, Jaén, Huétor Tajar, Albacete, Bilbao, Pamplona… Prosegue il tour del Gen Verde in Spagna, da oltre un mese in viaggio tra concerti acustici, workshop e incontri con migliaia di persone, soprattutto giovani.

Stanno percorrendo la Spagna in lungo e in largo con un ritmo serratissimo di concerti, laboratori "Start Now", incontri con giovani, istituzioni, manifestazioni. Eppure trovano il tempo di mandare regolarmente notizie, post, foto a tutti noi che seguiamo le artiste del Gen Verde in questo primo tour del 2017.
Un viaggio che è anche la scoperta di un popolo e di una cultura con le sue sfide, contraddizioni, speranza e sofferenze. Ne abbiamo parlato con Sally McAllister, manager del gruppo.


Ormai siete in Spagna da più di un mese, che Paese avete trovato, cos'avete da dire a questo popolo? 
 

Dopo questi anni di crisi in cui alla grave situazione economica e sociale si è aggiunto un bombardamento continuo di messaggi di incertezza e di disperazione che ha lasciato particolarmente nei giovani la sensazione di un futuro nero e precario, siamo arrivate in Spagna con il desiderio di portare speranza nel suo aspetto più concreto: vogliamo mostrare che fraternità e solidarietà esistono, sono fatti, persone, storie che accadono ogni giorno e cambiano la storia. Insomma vogliamo dire che rimboccandosi le maniche la speranza di un mondo migliore è già realtà.
 
Tra gli elementi costitutivi di questo tour spagnolo ci sono i Workshop per ragazzi e giovani. Come sta andando?
 
E' un'esperienza unica e molto intensa. Si lavora e si vive gomito a gomito per giornate intere: ci si conosce e si condivide molto con i ragazzi. Questo crea rapporti, dialogo. A Burgos, ad esempio, avevamo pochissimo tempo per lavorare con i giovani e tra loro c'era una bella differenza d'età. Insomma, una vera sfida.  Forse proprio per questo tipo di "difficoltà" è stato ancora più evidente vedere che quando c'è un atteggiamento di ascolto e di apertura verso chi è vicino a te, gli ostacoli possono diventare un motore per superare le sfide che si presentano. Il momento conclusivo così pieno di gioia e di speranza ne è stato la conferma.
 
 
In diverse date portate in scena lo spettacolo "La Vita Live". Com'è nato questo progetto artistico?
 
Poiché arrivavano tante richieste da comunità e realtà piccole dove non sarebbe stato possibile portare il concerto per intero, abbiamo creato "La Vita Live", un concerto acustico, con il desiderio di venire incontro a chi voleva comunque invitarci . In più, ci sembrava un'opportunità di raccontare di più cosa sta dietro le canzoni...  E questo affascina.  I concerti acustici sono stati particolarmente apprezzati, per esempio in Gran Bretagna, per la qualità musicale. E' un'impostazione più piccola e ,intima, che punta sulla vicinanza al pubblico e che crea un'atmosfera di grande partecipazione. Abbiamo scelto uno stile "unplugged", mettendo in rilievo le sonorità calde di diversi tipi di percussioni, flauti etnici e il violino coreano: tutto per sottolineare il carattere variopinto dei diversi brani che raccontano le nostre storie provenienti da tutto il mondo.  
 
Oggi sembrerebbe più facile portare in scena le contraddizioni della globalizzazione l'una accanto all'altra senza cercare di proporre strade per vivere questo presente "liquido". Il Gen Verde ha fatto una scelta ben precisa: musica e parole per la pace, per un mondo più fraterno, per sconfiggere solitudini e riportare alla luce rapporti veri. Com'è possibile adempiere a una "mission" così alta attraverso la musica? 
 
Per noi tutto nasce dal vivere rapporti veri, prima di tutto tra noi. E' così che scaturisce una creatività vivace che trova modi sempre nuovi per esprimere quello che viviamo. Con in cuore tutte le complessità delle sfide che il mondo vive oggi, "scaviamo" dentro il nostro quotidiano impegno di essere prima di tutto costruttori di dialogo, di pace. Scopriamo continuamente una fonte inesauribile di ispirazione per le nostre canzoni.
                       
 
Raccontaci della vostra vita in tour. Come vive un'artista del Gen Verde questo tempo così fuori dal normale ma che per chi fa questo mestiere è consuetudine...
 
Non so se tutti sanno che ci occupiamo personalmente di tutti gli aspetti del tour - dall'organizzazione al montaggio delle attrezzature, dalla guida dei camion alla parte artistica e tecnica... Tutto questo ci tiene molto coi "piedi a terra" e forse ci aiuta ad essere più vicine ai problemi quotidiani della gente che incontriamo. Per noi ogni aspetto ha importanza e abbiamo sperimentato che tutto - il cavo da riparare, il gasolio da mettere nel camion, le note dell'arrangiamento vocale - se fatto con un amore vero e tenace , è materia prima per costruire uno spettacolo che può toccare le corde più profonde della gente.