Synod 2018

I giovani delle scuole gen al Sinodo

"Noi per - Unici, Solidali, Creativi" il titolo dell'incontro-festa dei giovani con papa Francesco e i padri sinodali, che si svolto il 6 ottobre, presso l'Aula Paolo VI, promosso dalla Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi e dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica. Tra i giovani sul palco, anche i ragazzi delle Scuole Gen di Loppiano.

Erano più di cento i giovani provenienti da tutto il mondo, sul palco dell’Aula Paolo VI, sabato 6 ottobre 2018, in occasione dell’incontro-festa con Papa Francesco e i Padri Sinodali dal titolo “Noi per, unici solidali, creativi”, che si inserisce proprio all’inizio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale" (3-28 ottobre 2018). Tra questi, c’erano anche i ragazzi delle Scuole Gen di Loppiano, appena arrivati nella Cittadella per un periodo di formazione alla cultura dell’unità.

Sono stati loro, insieme ai giovani testimoni della serata e al corpo di ballo della scuola “Laboratorio Accademico Danza di Montecatini” a comporre la coreografia che ha dato inizio all’evento.

Commenta, ancora entusiasta, Clarisa, che arriva dal Michigan, negli Stati Uniti:«Non posso credere di aver avuto l'incredibile opportunità di ballare per il Papa al Sinodo dei giovani!».

L’incontro, costellato di forti testimonianze, musica e performance, è terminato con la consegna, da parte di alcuni giovani, delle domande, delle istanze, degli interrogativi della loro generazione, al Papa e ai Padri Sinodali, con la speranza che possano essere d’aiuto e stimolo ai lavori del Sinodo, come ha precisato lo stesso Papa Francesco:«Le risposte alle vostre domande le daranno i padri sinodali perché, se io dessi le risposte qui, annullerei il Sinodo, la risposta deve venire da tutti: dalla nostra discussione. Soprattutto, devono essere risposte fatte senza paura».

Tuttavia, ha rivolto alcune parole ai giovani che lo circondavano, su tematiche quali l’impegno in politica, la coerenza, l’uso dei social network, la loro libertà, i pericoli dei populismi.

«Abbiamo toccato con mano la semplicità di Papa Francesco,» racconta Gabriel, ventidue anni, brasiliano «che conduce la Chiesa con molto amore. Con le sue parole, ci ha spiegato come vivere davvero il Vangelo nel nostro quotidiano».

Nel suo discorso, il Santo Padre, in particolare, ha sottolineato l’importanza per i giovani di custodire la propria libertà:«Vi dirò una cosa. Per favore, voi, giovani, ragazzi e ragazze, voi non avete prezzo! Non siete merce all’asta! Per favore, non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono idee nella testa e alla fine diventiamo schiavi, dipendenti, falliti nella vita. Voi non avete prezzo, questo dovete ripetervelo sempre: io non sono all’asta, non ho prezzo. Io sono libero, sono libera! Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù».

Ana, che è arrivata alla Scuola Gen dal Brasile, commenta così le parole del Papa: «Nel suo discorso, Francesco si è rivolto direttamente a noi, cercando i nostri sguardi. E, poi, ci ha detto: “Innamoratevi della vostra libertà, non lasciatevi schiavizzare”. È stato forte, perché lui ha parlato della "libertà di Gesù", non del “fai ciò che vuoi”. Della libertà di per poter seguire le sue orme. Dobbiamo essere liberi di vivere in comunione con Lui, dobbiamo essere liberi dalle vanità del mondo. Dopo quest'esperienza, non sono più la stessa persona!».

Alla fine dell’incontro, Papa Francesco si è lasciato circondare dall’abbraccio dei giovani sul palco.

«Io ho avuto la possibilità di salutarlo da vicino!» ricorda Liz, che arriva dalle Filippine: «Ma sono solo riuscita a dirgli: “dalle Filippine... da Tacloban". Subito lui ha fatto un gesto con la mano come ad indicare la pioggia, e poi ha detto: "Oh, pioggia”. Volevo ringraziarlo di essere venuto a Tacloban nel 2015, e invece sono riuscita a rispondere solo “si, si”!».

Angelo, che è arrivato da poco dalla Terra Santa, commenta:«Io ringrazio Dio per l’opportunità di questa esperienza. Sono felicissimo, il discorso del Papa mi spinge ad andare avanti, è stato forte! Davvero noi giovani possiamo fare cose meravigliose!».