Edson Galego

La nuova avventura di Edson

Edson Galego, focolarino del Brasile, dopo dieci anni trascorsi a Loppiano, si prepara a vivere una nuova avventura, nientemeno che in Amazzonia. Parte della sua missione sarà anche prestare servizio a bordo della nave ospedale “Papa Francesco”.

Questa storia comincia dall’altra parte del mondo, nel 2013. Precisamente, durante la Giornata mondiale della gioventù di Rio De Janeiro. In quell’occasione, mentre Papa Francesco visitava una struttura sanitaria della Fraternità Francesco d’Assisi nella Provvidenza di Dio, chiese a fra Francisco Belotti, coordinatore della Fraternità, se operassero anche in territorio amazzonico. Alla sua risposta negativa, il pontefice rispose semplicemente: «Allora, devi andare!». Così, furono riaperti i due ospedali locali di Juruti e Óbidos, nello stato del Parà. Ma, racconta a Fides fra Francisco: «Percepimmo che la popolazione che vive sulle rive del fiume aveva notevoli difficoltà per raggiungere gli ospedali e allora capimmo che l’unico modo era far sì che l’ospedale andasse da loro, come la Chiesa, che il Papa vuole che vada incontro alle persone”.  E in un luogo come la Foresta Amazzonica, in cui tutti si spostano grazie ai fiumi, non poteva che essere una barca anzi, una nave ospedale, con strutture per la prevenzione, la diagnosi, il ricovero e la cura. Così, fra Francisco e i suoi compagni consegnano fiduciosi il loro sogno nelle mani di Dio.

Ma torniamo a quel 2013, e spostiamoci nel Vecchio Continente.  Edson Galego, focolarino brasiliano di Curitiba, nello stato del Paranà, vive da qualche tempo a Loppiano. Un giorno, Emmaus e Giancarlo, allora rispettivamente Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari, gli chiedono se gli sarebbe piaciuto studiare teologia e magari diventare sacerdote. Felice di fare un servizio alla realtà cui Dio l’aveva chiamato tanti anni prima, accetta con gioia la proposta e comincia a studiare.

«Sono partito dal Brasile giovanissimo, addirittura prima di conoscere il Focolare. Come infermiere, ho viaggiato in Paraguay, Bolivia e Perù, dove mi sono occupato di persone ammalate e povere, dove ho vaccinato tanti bambini. È in Argentina che, mentre lavoravo in un ospedale, ho conosciuto i focolarini. Sono arrivato la prima volta a Loppiano per frequentare la scuola di formazione dei focolarini. Avevo 25 anni» racconta Edson. Il suo racconto fluisce libero e gioioso, ricordando i “viaggi” della sua vita: dieci anni a Rocca di Papa, per curare i primi focolarini, compagni di Chiara Lubich; il diploma europeo alla scuola per infermieri a Roma; l’Australia, con l’apertura del primo focolare maschile in Nuova Zelanda e i primi contatti con la Nuova Caledonia, le Fiji, l’Oceania... «Mentre ero lì, mi sono laureato in antropologia culturale, perché avevo il sogno d’inculturarmi con la popolazione aborigena del Pacifico,» ricorda Edson «ma appena laureato, nel 2008, mi è stato chiesto di tornare a Rocca di Papa. E ho fatto in tempo a salutare Chiara prima che partisse per il Cielo». Dopo qualche anno, è di nuovo a Loppiano per aiutare nel progetto di organizzare qui una “Casa Verde”, un focolare per i focolarini anziani e bisognosi di cura e, intanto, studia per due anni presso l’Istituto Universitario Sophia.

La nave ospedale “Papa Francesco”

Frattanto, in Brasile, nei cantieri navali di Fortaleza, viene completata la costruzione della nave ospedale. È lunga 32 metri e al suo interno ha apparecchiature per la diagnosi, il trattamento, il ricovero e la prevenzione in oftalmologia, odontologia, chirurgia, analisi di laboratorio, infermeria, vaccinazioni, radiografia, mammografia ed elettrocardiogramma. È stata  varata nel luglio 2019 e, dal porto di Óbidos, si sposta lungo il Rio delle Amazzoni dove, grazie ad una “lancia-ambulanza” può raggiungere anche le aree più remote, portando il Vangelo e cure alle popolazioni del Parà. La sua costruzione è stata possibile grazie ad un finanziamento dello Stato, che ha destinato al progetto i proventi di un indennizzo per danno morale collettivo a carico delle aziende Shell Chimica e Basf S.A., che aveva provocato un incidente ambientale che causò a suo tempo 60 vittime e altri ingenti danni.

Un progetto speciale

L’estate 2019 di Edson è stata bellissima, ricca di esperienze di grazia. In settembre, quando ancora l’autunno sembra lontano, Flavio, il responsabile dei focolarini, gli fa una proposta che cade sul suo quotidiano come “un fulmine a ciel sereno”: «Saresti disposto ad andare in Amazzonia?».

Racconta Edson: «Lì per lì, sono rimasto sorpreso ma ho anche provato una grande gioia! Gli ho detto di sì. E non ho dormito dalle idee, dai progetti che mi venivano in mente durante tutta la notte».

Così, dopo dieci anni a Loppiano e 30 lontani dal suo paese, Edson Galego tornerà in Brasile. «Con altri due focolarini apriremo un focolare ad Óbidos, dove è anche attraccata la nave Papa Francesco. Il vescovo Bernardo Johannes Bahlmann ci ha chiesto di lavorare al servizio dei bisogni della chiesa locale nel “Progetto Amazzonia” che prevede assistenza spirituale, la catechesi e la possibilità di lavorare a bordo della nave ospedale, visto che sono infermiere, conosco tante lingue e sono antropologo».

Edson partirà per servire la Chiesa in Amazzonia in questa forma tutta nuova a dicembre, per un primo “sopralluogo”. Tornerà in Italia solo ad aprile 2020, giusto il tempo di  laurearsi in Teologia a Firenze.

«Per noi “popi” (ndr. "Bambini", in dialetto trentino), come ci chiamava Chiara, è un servizio in più. Se la Chiesa ha bisogno di questo… ci stiamo! Per portare Gesù, come serve, vivendo la nostra spiritualità! ».