Vendemmia

La vendemmia a Loppiano, una tradizione che continua

Le prime tre settimane di settembre, a Loppiano, si svolgerÓ la tradizionale vendemmia.

“Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare, sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi”. Così, Cesare Pavese descriveva la vendemmia nel suo romanzo La luna e i falò.

A Loppiano, quest’anno la vendemmia è cominciata dai bianchi grappoli di Müller-Thurgau e, come da tradizione, sarà l’occasione, per i soci della Cooperativa e per i tanti volontari che da sempre partecipano a questo momento, per ritrovarsi e condividere la festa del raccolto.

«Sentiamo di rivolgere un appello a tutti per venire a collaborare alla vendemmia.? Per tanti sarà l’occasione di ritrovarsi e continuare una tradizione; ai nuovi e ai giovani offriamo un’esperienza di concreta condivisione, che diventa ancor più speciale per le attività formative che realizzeremo e per la conoscenza della realtà di Loppiano» scrivono dal nuovo Consiglio della Cooperativa.

Le settimane di raccolta saranno le prime tre di settembre (3-8, 10-15 e 17-22 settembre). La proposta è quella di creare due squadre di raccolta per ogni settimana, composte ognuna da 10 persone, per un totale di 20 persone a settimana.

La vendemmia è un’esperienza che da sempre ha attirato a Loppiano numerosi volontari, come ad esempio, Rita e Nazareno Tartabini, di Pollenza, un paesino ad una decina di km da Macerata. Rita oggi ha 72 anni e Nazareno 74.

Racconta Rita:«Noi partecipiamo alla vendemmia di Loppiano dagli anni ’90. Quindi, sono quasi trent’anni! Abbiamo sempre dato una mano in cucina, per preparare da mangiare per i volontari che lavoravano nei campi. Ogni volta, caricavamo la macchina di verdure e frutta per una settimana, perché da noi costano di meno, e raggiungevamo la cittadella».

Rita ricorda anche altri volontari della vendemmia che si alternavano in cucina a pranzo e a cena, li chiama per nome: Santo, Luigi, Rita di Como… Una settimana per ogni coppia.

«Prima preparavamo i pasti nella vecchia cucina, a Tracolle, poi nella stanza a fianco della Cantina, che è più piccola. Cucinavamo tutti i giorni la pastasciutta, un secondo e le verdure. Lavorando nei campi, i volontari tornavano molto affamati!»

Un’esperienza questa, di vero arricchimento per la famiglia Tarabini, che cercheranno di ripetere anche quest’anno: «Abbiamo conosciuto tanta gente, per noi è stata una cosa bella, una vera ricchezza. La Cooperativa è una parte di noi, della famiglia, noi beviamo quel vino che oggi viene vendemmiato… Anche se mio marito era infermiere, noi veniamo dalla campagna e sentiamo che la terra è un dono di Dio. A Loppiano, c’è rispetto della terra e questo rispetto ti fa innamorare».