Il flash mob di Good Vibes

Oltre 1400 giovani a "Good Vibes" l'evento del Primo Maggio a Loppiano

La 46° edizione del Primo Maggio a Loppiano ha portato, nella cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, pił di 1400 giovani, provenienti da diverse regioni d'Italia.

Il titolo della manifestazione era “Good Vibes”, letteralmente “buone vibrazioni”, per avviare processi di cambiamento nella nostra società ed esserne protagonisti, per superare l’individualismo e la solitudine con la cultura del dare, il pregiudizio e la paura del diverso con l’accoglienza e la fraternità. Il cambiamento parte, può partire, sostengono i giovani del Primo Maggio, da piccoli gesti, da uno sguardo diverso sulla realtà per poi propagarsi, come ogni vibrazione, nello spazio attorno, trasformando e umanizzando i diversi contesti sociali.

Ricca e profonda la riflessione sul palco, non teorie ma esperienze a confronto, sia personali che collettive.

«Fermandomi a guardare negli occhi Dia, un giovane profugo proveniente da Gaza, appena picchiato mentre cercava di superare il confine, mi sono resa conto che era mio fratello! E mi sono chiesta: perché lui deve soffrire in questo modo?» racconta Marta Carino, giovane filmaker che ha passato gli ultimi mesi a Velika Kladusa, in Bosnia, a 5 chilometri dal confine con la Croazia, per indagare sullo spostamento della rotta balcanica dei migranti.

Neshaiba, Mattia e Viola, provenienti da Brescia e Mohamed, di Firenze, hanno condiviso la loro esperienza di dialogo tra giovani cristiani e musulmani. Racconta Neshaiba: «Durante l’ultimo incontro del percorso che stiamo facendo insieme, che abbiamo chiamato "Cammini di fraternità, alleanza fra le generazioni", ho sentito di far parte di un’unica famiglia, tanto che ho detto a Mattia: veramente tu sei mio fratello!». E Mattia: «Molto spesso, si guarda ai giovani come a delle persone senza ideali, superficiali. Negli amici musulmani, io ho trovato delle persone preparate, che professano la loro fede con convinzione e che credono in un Dio che è anche il mio».

Anna Beste, in collegamento dalla Giordania, ha condiviso la sua esperienza di volontariato internazionale con il progetto Milonga (Mille organizzazioni non governative in azione) che promuove un volontariato fraterno e interculturale nelle periferie del mondo.

Sul palco, anche Dario Urbano, a testimoniare il suo percorso di rinascita da una dipendenza grazie alla comunità Nuovi Orizzonti, e Camilla, brasiliana, che vive nella Fazenda da Esperença in Calabria, guarita dalla dipendenza da alcol e droga, grazie alla riscoperta del Vangelo e della Parola di Dio.

Al termine di “Good Vibes”, i Giovani per un mondo unito dei Focolari hanno proposto il percorso  Pathways for a United World, un percorso mondiale che si sviluppa in 6 anni, e che si propone di fronteggiare le sfide e le ferite dell’umanità promuovendo azioni e progetti concreti, e mettendoli in rete, per dare visibilità al cammino del mondo verso la fraternità.

Nel pomeriggio, tanti i workshop per sperimentare e imparare a mettere in pratica la cultura del dare e la fraternità, spaziando dallo sport al dialogo interreligioso e all’interculturalità, dal consumo responsabile alla scoperta dei talenti per diffondere un’economia civile.

A chiudere la giornata, la band internazionale Gen Rosso, con le canzoni e lo spettacolo del suo LIFE Tour 2019.

Con il Primo Maggio a Loppiano, si è aperta anche in Italia, la “Settimana Mondo Unito”, un appuntamento che coinvolge ragazzi, giovani e adulti di tutto il mondo attraverso azioni, manifestazioni, convegni e dibattiti culturali, ispirati alla pace e all’unità, che vuole incidere sull’opinione pubblica dei diversi Paesi, per testimoniare insieme che un mondo unito è possibile, lasciando un segno tangibile nelle città e presso le Istituzioni nazionali e internazionali.