Katia

Progetto giovani: l'esperienza di Katia

Katia è una giovane tedesca che è arrivata a Loppiano a fine gennaio, grazie al Progetto Giovani. L’abbiamo intervistata, per scoprire qualcosa di lei, dei suoi sogni e della sua esperienza nella Cittadella.

Katia ha 21 anni ed è tedesca, viene dalla città di Hamm, vicino Dortmund, nell’ovest della Germania. È una delle ragazze che ha deciso di trascorrere un breve periodo a Loppiano, per fare esperienza della vita nella cittadella internazionale.

«Non è la prima volta che vengo in Italia, ho già partecipato ad alcuni congressi per giovani, a Roma, ma è la prima volta che visito Loppiano».

Katia è una “gen”, una giovane del Movimento dei Focolari, che ha partecipato lo scorso luglio al “Genfest”, il festival mondiale dei giovani che si è svolto a Manila, nelle Filippine.

«Ho fatto la scuola di formazione per i gen a Tagaytay, dove ho incontrato alcune ragazze che venivano da Loppiano.  Mi hanno parlato della bellezza del Santuario, della cittadella, ed erano piene di gioia! Poi, durante il Genfest ho conosciuto un’altra amica di Loppiano, lei abita a San Giovanni Valdarno, e ci siamo promesse di rivederci, magari proprio nella cittadella».

Così, il sogno di Katia si è realizzato, e il 21 gennaio scorso è arrivata a Loppiano. Ha trascorso qui due settimane, prima di proseguire il suo viaggio verso il sud dell’Italia, verso la Calabria.  «La mia mèta è la “Fazenda da Esperança”, a Conflenti, farò uno stage legato ai miei studi universitari in servizi sociali. L’ho scoperta grazie ad un sacerdote, in Germania. E nelle Filippine, alcune delle ragazze che erano in casa con me, sono andate a visitare quella che si trovava lì».

Per chi non la conoscesse, l’esperienza della Fazenda nasce nel 1983, nella città di Guaratinguetá, nello Stato di San Paolo in Brasile, quando un giovane dei Focolari, Nelson Giovanelli, cercando di vivere la frase della Parola di Vita del mese, tratta dalla Prima lettera ai Corinzi che diceva "Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli", notando che tanti coetanei si drogavano nel suo quartiere, decise di fare qualcosa. Così, insieme ad un frate francescano, fra Hans Stapel, e ad un primo gruppo di tossicodipendenti, diede vita ad una comunità in cui lo stile di vita evangelico diventava la medicina e la via di uscita per liberarsi dalla tossicodipendenza e per ricostruire un personale progetto di vita. Oggi, nel mondo, sono circa 100 le comunità che accolgono più di 3.000 giovani.

«Finora,» racconta Katia «ho fatto esperienza di lavoro con i bambini, con persone con demenza e rifugiati, soprattutto, in Germania. Ma è nelle Filippine che ho capito che per me i servizi sociali sono qualcosa di più di un hobby. Prima ho fatto tanti stage: biologia, medicina… Ma lì ho capito che amavo fare proprio questo!».

E Loppiano? Quale è la sua impressione della cittadella?

«Quando sono arrivata ho pensato: oh, ancora coreani, italiani, brasiliani… come nelle Filippine. Ma ad un certo punto, mi sono accorta che in un giorno, era come se avessi  incontrato il mondo intero! È bellissimo conoscere le persone, condividere le loro esperienze, l’apertura della gente… e poi, è stupendo la sera, quando tutti ci ritroviamo alla messa, nel Santuario, alle 18.30, e arriviamo a piedi, da ogni parte della cittadella. È davvero un’esperienza fantastica!».