Renata, meeting 1° maggio 1975

Renata, una vita "senza se e senza ma"

A dire il vero non se n'è mai andata dalla cittadella, ma è certo che domenica 26 febbraio scorso la sua presenza era più viva che mai per le centinaia di persone arrivate a Loppiano da molte città per continuare a camminare con lei.

 Accoglienza, ascolto, abnegazione, amicizia, condivisione. Fa specie che oggi in tempi di personalismo esasperato ed ostentato Renata continui ad essere un modello per moltissimi in tutto il mondo. Ha saputo farsi spazio di ascolto e accoglienza, una scelta assolutamente controcorrente che le ha guadagnato l’appellativo di “madre e sorella”.  Renata è stata ed è tutto questo e molto di più per le migliaia di persone che l’hanno conosciuta in vita e come hanno testimoniato domenica scorsa 26 gennaio i numerosi amici giunti a Loppiano da Palermo, Crema, Milano, Firenze, Arezzo, Vicenza per il XXVII anniversario della sua morte.

Vita che non passa

Renata è fonte d’ispirazione non solo per chi l’ha conosciuta, o per i numerosi artisti che hanno saputo mettere in musica, immagini e parole tratti della sua vita, ma anche per le Istituzioni per cui sono stati ricordati alcuni ‘frutti’ della sua vita nati in questi anni a partire dal Premio “Renata Borlone, donna in Dialogo istituito nel 2005 assegnato  ai cultori della ricerca scientifica, perché Renata aveva una grande passione per la scienza, intravista, durante la sua giovinezza,  come una strada di ricerca della verità. In questi anni il Premio è stato assegnato a scienziati di levatura internazionale: nel 2006 al fisico Ugo Amaldi , nel 2013 all’astrofico Piero Benvenuti, nel 2015 a Fabiola Gianotti, oggi Direttore Generale del Cern di Ginevra. Sono stati poi ricordati i luoghi dove la figura di Renata viene annualmente ricordata, primo fra tutti la città natale Civitavecchia che è andata via via onorando la sua memoria con diverse manifestazioni di rilievo, come l’Intitolazione a Renata del Plesso Scolastico di Aurelia (2011)  quartiere della città dove Renata è vissuta da piccola, un concorso “Entra nel sogno di Renata Borlone istituito dalla Scuola a lei intitolata (2012), l’istituzione da parte del Comune di una Borsa di studio, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia proposta a tutte le  Scuole di ogni ordine e grado  della città: si tratta di un progetto della durata di cinque anni (2013-2017)  motivato per sensibilizzare le nuove generazioni a quei valori veicolati da Renata: fraternità, solidarietà, unità, attenzione all’altro ecc, per aprire i giovani ad “una cultura nuova”.

Un testimone d’eccezione, il Vescovo Giovannetti

La mattinata si è conclusa con una celebrazione nel santuario Maria Theotokos presieduta dal vescovo emerito di Fiesole mons. Luciano Giovanetti che nel 2004 ha introdotto la causa di beatificazione ed ha desiderato che la salma di Renata fosse trasportata dal cimitero di Loppiano al santuario nel giorno stesso della sua Dedicazione (30 ottobre 2004). Mons. Giovannetti, che ha conosciuto personalmente Renata Borlone prima della sua dipartita, testimonia sempre come sia rimasto impressionato da quel ‘la morte è vita’ testimoniata da Renata fino all’ultimo respiro. Anche nella celebrazione in santuario delle ore 19  la postulatrice della causa  di beatificazione Lida Ciccarelli ha presentato ai fedeli provenienti per lo più dal Vald’Arno l’esemplare figura di Remata donna di forte fede, di sicura speranza, di squisita carità. Impressionante sia alle celebrazione delle 12 che quella delle 19  la lunga coda che si è creata per rendere omaggio alle spoglie Renata e chiedere grazie per sua intercessione. 

Tuffi di gioia: spazio all’'arte

Alle 21.00 è stata la volta degli artisti con il Concerto – Omaggio a Renata dal titolo «TUFFI DI GIOIA» , una meditazione in musica sulla vita della Madonna raccontata con gli occhi di Chiara Lubich e Renata Borlone. Il cast era composto dai  pianisti don Carlo Josè Seno e Sabina Lee, la violinista Clara Hamberger, percussioni di Giacomo Vannacci e la voce recitante di  Silvana Tresoldi. Una giornata che  ha lasciato nel cuore di tutti una scia di rinnovato impegno a vivere la vita del vangelo – come ha detto Lida Ciccarelli – “ Senza se e senza ma, come ha fatto Renata Borlone”. Mons. Giovannetti ha auspicato che la causa di beatificazione faccia passi avanti ed ha invitato tutti a pregare anche per questo, perché la chiesa la riconosca presto come suo modello da seguire e imitare.