Veglia

Settimana all'insegna del dialogo Veglia ecumenica diocesana

Un momento di preghiera comunitaria e riflessione: Ŕ stata questa la veglia ecumenica diocesana tenutasi nel Santuario Maria Theotokos venerdý 19 gennaio. Il tutto alla presenza di una moltitudine di fedeli provenienti da tutta la Diocesi.

Un momento di preghiera comunitaria e riflessione: Ŕ stata questa la veglia ecumenica diocesana tenutasi nel Santuario Maria Theotokos venerdý 19 gennaio. Il tutto alla presenza di una moltitudine di fedeli provenienti da tutta la Diocesi.

Ad introdurre la serata padre Vincenzo Caprara che, delegato diocesano di Fiesole insieme a Lida Ciccarelli per Ecumenismo e dialogo interreligioso, ha spiegato come "quest'anno la Settimana di preghiera per l'unitÓ dei cristiani (18-25 gennaio) invita a non dimenticare il grido di dolore degli schiavi di ogni epoca, a impegnarsi concretamente e ad agire insieme per costruire un mondo pi¨ giusto e solidale, nella certezza che Dio dispiega attraverso i secoli la sua azione salvifica, intervenendo con forza e misericordia per spezzare le catene e costruire i dolci legami della koinonia e della fraternitÓ.

Il sussidio, preparato da un gruppo ecumenico dei Caraibi, s'intitola Potente Ŕ la tua mano, Signore (Esodo, 15, 6) e fa risuonare nelle celebrazioni in programma a livello mondiale l'inno di giubilo di MosŔ e il peana vittorioso della profetessa Miriam, sorella di Aronne, dopo il passaggio del Mar Rosso. Sono canti di gioia e di riconoscenza a Colui che non abbandona mai nessuno e si piega con particolare tenerezza sui poveri e sugli oppressi. ╚ il Dio che rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, come esulta Maria nel Magnificat; il Dio, secondo l'espressione manzoniana, che atterra e suscita, che affanna e che consola".

╚ con questa forza che la serata comunitaria prende forma con al centro l'omelia guidata da Don Giovanni Nerbini, Vicario generale della Diocesi di Fiesole, Padre Viorel della Chiesa Ortodossa Rumena e Pastore Adrian della Chiesa Cristiana Avventista del 7░ Giorno del Valdarno.

Ed Ŕ proprio il Pastore Adrian ad introdurre l'omelia ricordando "la potenza della parola di Dio" e "la forza della sua mano" che ci protegge e custodisce. Nei momenti di amarezza spesso dimentichiamo nostro Signore "ma lui ci chiede di guardare con costanza a lui - ha concluso il pastore - perchÚ lui ci salverÓ".  

╚ invece uno sprone quello incalzato da Padre Viorel che ha invitato i presenti a riflettere sulla propria partecipazione alla vita religiosa, sociale e civile per il raggiungimento di un'unitÓ completa ed armoniosa. "Spesso ci lamentiamo - ha spiegato - di ci˛ che ci circonda, delle parrocchie, della societÓ. Ma chi Ŕ tutto questo? Siamo noi. Quindi Ŕ nostro dovere lavorare positivamente nelle nostre realtÓ se vogliamo veramente fare il bene delle nostre comunitÓ". L'invito Ŕ chiaro e limpido a "fare il primo passo verso i fratelli - ha concluso- senza aspettare che gli altri lo facciano verso di noi. Questo agire Ŕ la strada per un vero cammino di collaborazione che guardi al Regno di Dio".

Anche il Vicario Don Giovanni invita la platea a riflettere sul tema dell'altro partendo dalla "parola di Dio che ci dice che non siamo soli in questo percorso della vita". Un percorso che nel precedente millennio Ŕ stato caratterizzato, in alcuni casi, da situazioni difficili, da diffidenza ed egoismo. Nel cammino dell'uomo di oggi risuona nuova la constatazione che questo Ŕ cambiato e lo "Spirito di Dio ci insegna che oltre al Padre Dio nostro - ha proseguito don Giovanni - c'Ŕ anche la parola fratello". L'amore per il fratello diventa quindi luogo e spazio "dove contempliamo l'amore di Dio per noi". "Noi siamo come i raggi di una ruota - ha terminato - che mano a mano che vanno verso il centro si avvicinano, s'intrecciano e si uniscono".

Antonio Degl'innocenti