Sean

Verso il luogo d'incontro tra Occidente e Oriente, intervista a Haoyang Fu (Seán)

Haoyang Fu, nome di battesimo Seán, č un neo-laureato dell'Istituto Universitario Sophia. Biologo di formazione, viene dalla Cina continentale e porta nel cuore un sogno: essere ponte tra Cina e Occidente.

Incontro Seán in un’aula dell’Università. Solare, aperto, si esprime bene in italiano. Non so nulla di lui, se non che si è appena laureato in Ontologia Trinitaria. Ma come ci è arrivato a Sophia un ragazzo cinese?

«Sono nato a Qingdao in Cina, e ho studiato e vissuto nella regione cantonese. L’ultimo anno di studi l’ho frequentato in Irlanda. Era la prima volta che entravo in contatto con la civiltà europea e mi si è aperto un mondo. Ho conosciuto la fede cristiana attraverso i gesuiti e il Movimento dei Focolari. Sono rimasto affascinato dalla spiritualità di Chiara Lubich e di S. Ignazio di Loyola».

Seán non viene da una famiglia religiosa, ma poi ci tiene a precisare: «In Cina la religiosità è insita nella cultura e nella spiritualità cinese. Il fatto di non essere inseriti in un’istituzione religiosa non significa non essere persone religiose. Anzi, parafrasando le parole di Benedetto Croce: “non possiamo non dirci” buddho-daoisto[1]-confuciani».

Decide di chiedere il battesimo. «Ho voluto essere battezzato in Cina e non in Europa per un motivo preciso: non voglio essere un cinese che si è europeizzato ed è diventato cristiano. Voglio essere un cinese cristiano. E questa per me è una sfida: vuol dire impegnarmi a riconciliare, prima di tutto dentro di me, due mondi completamente diversi».

Una volta tornato in Cina, Seán comincia a lavorare, prende tempo per “digerire” l’esperienza fatta in Europa e riflettere sul suo futuro. «Ho sentito l’esigenza di andare ai fondamenti del pensiero per capire e gustare che cosa vuol dire essere cristiano e che cosa essere cinese. Ma avevo due interrogativi: come partire dalla mia formazione precedente in scienze biologiche per abbracciare lo studio filosofico e teologico e come far incontrare l’Occidente, con le sue radici cristiane, e l’Oriente imbevuto del mistero apofatico[2] di Dio?».

Non so se l’espressione del mio volto tradisce lo stupore che sento di fronte a questa affascinante storia. Direi di no, visto che Seán non fa una piega e continua a raccontare.

«Ho iniziato a cercare un’università che mi permettesse di avanzare in entrambe le direzioni. Ho trovato Sophia, una comunità di vita e di studio che mi sembrava rispondere a quello che desideravo. Ora che ho la laurea fresca in mano, posso dire di aver fatto la scelta giusta». Certo la mancanza di una formazione filosofica pregressa e la poca conoscenza della lingua italiana costituivano degli ostacoli di un certo peso, «ma io ero molto deciso» aggiunge Seán.

«Alla fine del primo anno, ho concluso la mia formazione scientifica con la relazione “To see You constantly. Riflessione sull’evoluzione umana dalla genetica al Misterodurante il simposio “Dal Big Bang al Big Mystery” organizzato dal Prof. Paul O’Hara. Ma io sentivo il desiderio sempre più forte di approfondire il dialogo tra Oriente e Occidente, che innanzitutto ho vissuto nella quotidianità di Sophia. Come suggeriscono i maestri del pensiero cinese, lo studio cammina di pari passo con la vita».

All’inizio del secondo anno, si apre per Seán la possibilità del doppio titolo con l’Università di Perugia. «Lì ho frequentato il corso di sinologia[3] con la Prof.ssa Ester Bianchi, docente di Religioni e filosofia della Cina. È stato uno scambio molto fruttuoso. Per me è stato molto interessante scoprire come loro, gli studenti italiani, ci vedono. E per loro è stata un’occasione di confronto con un cinese vero. Grazie allo studio con la Prof.ssa Bianchi ho potuto approfondire il pensiero cinese anche attraverso gli occhi occidentali».

Ma perché Seán considera così importante il dialogo con l’Occidente? «La Cina, in effetti, trova difficoltà a riconoscersi, con il proprio volto culturale, nel mondo: da una parte, la cultura dell’antico “Regno di Mezzo” costituisce e serve ancora quale fondamento del tessuto culturale cinese; dall’altra, non può essere trascurato l’influsso occidentale degli ultimi duecento anni che, per certi versi, ci ha occidentalizzato. Dialogare con l’Occidente significa conoscere quel qualcosa di “altro” che vive dentro la Cina contemporanea e allo stesso tempo conoscere meglio la stessa cultura cinese. Forse il compito più delicato di questo dialogo è quello di sapere come conoscere e vivere l’alterità senza perdere la nostra identità originaria, ma anzi valorizzandola e mettendola in gioco».

È in quest’ottica che nasce l’idea della tesi: «Il “LUOGO” DEL NULLA. Sulle tracce di Bernhard Welte per un incontro tra Occidente e Oriente». «Il Nulla è fondamentale nel pensiero cinese – spiega Seán – L’ideogramma che lo rappresenta rimanda al movimento della danza, del rito che fa entrare in contatto con Dio. È un principio di vita, è una via di accesso per la comunione con Dio. Nella tesi ho raccolto anche il mio percorso a Sophia».

A questo punto credo di avere proprio la bocca aperta. Continuerei ad ascoltarlo per ore. Purtroppo è arrivato il momento della conclusione e la domanda su come si vede nel post Sophia è d’obbligo. «Sono sicuro che la mia via la troverò pian piano, camminando nella luce del Signore. Di certo Sophia mi lascia un’impronta importante per questo dialogo. Vorrei seguire le orme di P. Matteo Ricci, portando con me, senza riserve, la mia cultura e la fede cristiana, nella ricerca di un “luogo” dove Occidente e Oriente possano incontrarsi nella loro dimensione più originaria».

 


[1] “Daoista” si riferisce alla scuola di pensiero e di vita che è scaturita da Laozi (Lao Tze) quinto/sesto secolo a.C. secondo la tradizione.

[2] È un termine teologico che si riferisce alla descrizione negativa di Dio, quella cioè che procede alla conoscenza di Dio per via di negazioni, dicendo ciò che Dio non è.

[3] Disciplina scientifica e letteraria che si occupa dello studio della lingua, della letteratura, della storia, della religione, della filosofia, del diritto e delle antichità cinesi.