“Ho scelto Dio e nessunissima altra cosa”. Vent’’anni, o poco meno, Vincenzo era il quarto di otto figli. Aveva apparentemente tutte le carte in regola per stare nella società che conta, ma…

Vent’’anni, o poco meno, Vincenzo era il quarto di otto figli. Aveva apparentemente tutte le carte in regola per stare nella società che conta: bello, figlio di industriali bresciani ed una vita davanti a sé per realizzare quanto desiderava. Ma non era quello “il centro” della sua vita. Come realizzarsi pienamente? L’’incontro con la spiritualità dell’unità avvenuto nell’estate del 1951 era la risposta. Non ne aveva alcun dubbio.

«Il Signore l’ha spiritualmente sepolto in questa città, lui che aveva donato la terra su cui costruirla. Perché è con la morte che si glorifica Dio. Non si può dire a uno – come lui ha fatto – “tu sei tutto”, se non diciamo a noi stessi “siamo niente”».

Così Chiara Lubich commentò nel dicembre del 1965 la sua figura e la sua morte e così scrisse di lui Igino Giordani: «Fu il giovane ricco che rispondeva positivamente a Gesù da cui era chiamato. Ed egli lo sentiva: non lui aveva scelto Cristo, ma Cristo aveva scelto lui: lo aveva eletto».

Chi l’’ha conosciuto ne parla come di un ragazzo dotato, ricco di innocenza e di semplicità contagiose. Forse proprio per questo sapeva intrattenersi con bambini e ragazzi: «A giorni – scrisse una mattina – compirò 32 anni, ma mi sento ancora bambino.
Spesso negli anni addietro ho avuto paura di non saper diventare uomo. Ora invece mi pare di vedere in questo la mano di Maria che vuol portarmi sempre più in questa semplicità a sfidare e vincere il mondo».

Semplicità che non rimava con banalità. Scriveva nel 1960: «Ormai Gesù mi ha preso, perché tante volte mi sono donato a lui, e non posso più voltarmi indietro».
Di lì a poco morì annegato nel lago di Bracciano, compiendo un atto d’amore verso un ragazzo.

A Trevignano, il 12 luglio 2004, nel quarantesimo della sua scomparsa, alla presenza di 600 persone è stata inaugurata una stele in suo onore, sullo sfondo di quella “tomba azzurra” nella quale ancora riposa il suo corpo, mai ritrovato. Si vedevano tra il pubblico, accanto ai familiari, soprattutto volti di giovani e giovanissimi, a testimonianza che il sogno di Eletto – un movimento ricco di bambini, ragazzi e giovani – è ormai una realtà consolidata nei Focolari.

Per saperne di più: Tutta la storia di Eletto Folonari nel dvd Una scia nel cielo per Città Nuova. 

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