Giorgio e Aurelia, cresciuti a Loppiano e oggi sposi, raccontano il loro rapporto con Renata Borlone.

 

«La sua presenza continua ad essere forte non solo perché è qui nella Teothokos ma perché è dentro di noi con l’Amore che ci ha insegnato con la sua vita – spiega Giorgio Balduzzi – l’unità costruita con Renata in terra, continua adesso in cielo e ci troviamo spesso a pregarla o a chiederle qualche grazia come quando nostro figlio Davide è stato in pericolo di vita durante un intervento chirurgico». E Aurelia: «Mi sono sempre sentita amata personalmente ogni volta che il nostro sguardo si incontrava anche in  mezzo ad una folla…  era incredibile la sua capacità di farti sentire l’unica persona che aveva davanti in quel momento. Ho un ricordo incancellabile delle chiacchierate che ho avuto con lei, momenti di profonda condivisione nella massima semplicità. Avevo  22 anni nel ’90 e, quindi, ho passato la mia infanzia, adolescenza e giovinezza con Renata, come punto di riferimento nella cittadella e mi faceva impressione quanto fosse importante per lei ogni tappa della nostra vita di bambini, ragazzi e giovani: ci ascoltava e di tanto in tanto ci incontrava per sapere le nostre idee, cosa avremmo voluto fare, ecc… Ci faceva sentire importanti, così ci sentivamo liberi di chiederle tante cose anche materiali e nessuno della mia generazione si è dimenticato quando, in un periodo in cui sentivamo che mancava un punto di ritrovo per noi giovani, ci aveva dato la possibilità di trovarci a pattinare dentro al Salone San Benedetto». 

 

Renata con i bambini
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