Una lunga vita vissuta per l’Ideale di unità, quella di Ginetta Trotter, che conosce Chiara e le sue compagne nei primissimi tempi a Trento. Entra in focolare in focolare nel 1958, seguono lunghi anni di responsabilità in Sicilia, a Napoli e a Torino.

«Un giorno ebbi un incontro inatteso, semplice ma rivoluzionante per me… Ero cosciente che la luce che mi aveva pervasa non era una cosa comune. Cominciai così a vivere senza parlare troppo». Con la sua essenzialità e schiettezza, Ginetta raccontava così il suo incontro con Chiara, avvenuto in sala Massaia a Trento nel 1945. Quando aveva 23 anni, morì improvvisamente – per un incidente sul lavoro – suo fratello Dario. Fu il primo vero dolore della sua vita. 

In quell’occasione Chiara scrisse a lei e alla sorella Gora: «Mai ci siamo sentite una sola cosa con voi come in quest’ora di prova. Il Signore vi ama, …e pota piano piano tutti gli affetti, anche i più sacri e i più cari per rubarvi il cuore… Forse egli già gode la visione di Colui che amiamo perché: come si vive, così si muore».

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