14.04.1940 – 29.06.2020

“Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù” (Col 3,1)

Giorgina nasce a Torino il 14 aprile 1940, da una famiglia della ricca borghesia imprenditoriale con innovative sensibilità sociali.

Nel Giugno del ’65 entra in focolare a Torino. Scrive a Chiara: «È la prima volta che ti scrivo ma l’Ideale è entrato in me già da più di un anno. In questi ultimi mesi ho ricevuto tante grazie da Maria (io le avevo chieste con tanta tanta fede) . È Lei che mi ha spianato la via per giungere fin qui e mi ha preparata poco a poco così dolcemente, ad essere sposa di Gesù Abbandonato per sempre. Sono pronta, Chiara, se mi vuoi più con te più vicina, io ci sono”.

Nel gennaio del ’66 parte per frequentare la scuola di formazione delle focolarine nella cittadella di Loppiano. Fece scalpore in quell’epoca che una giovane ragazza, bella e con tante qualità e possibilità lasciasse tutto per seguire Dio in un movimento non ancora ben qualificato.

Nel gennaio ’67 scrive a Chiara: «Oggi mi sono consacrata a Maria Desolata per la prima volta (ho fatto i primi voti) chiedo a Lei il dono di poterla vivere perché Dio abbia maggiore gloria anche attraverso di me piccolissima nella sua Opera. Chiara prendi nelle tue mani la mia gioiosa consacrazione alla tua Opera, alla Chiesa».

Terminata la scuola di formazione Giorgina è destinata al focolare di Foligno.
Una focolarina che ha vissuto con lei questo periodo ricorda: «Era difficile trovare lavoro e allora abbiamo preso l’impegno di lavorare per la diffusione dell’Enciclopedia Sanctorum e Città Nuova. A bordo di una cinquecento abbiamo fatto molti chilometri. Avevamo un elenco di Istituti religiosi, parrocchie e aziende a cui proporre la rivista e l’enciclopedia. Ricordo la fede e il coraggio di Giorgina. Una volta è entrata in un’azienda il cui proprietario non aveva una buona fama. Appena l’ha vista le ha detto: “Ha avuto il coraggio di venire qui da sola?“ ma lei non si è scomposta e quando è uscita aveva tra le mani un assegno per l’acquisto dell’enciclopedia.
Sotto il nostro appartamento c’era un bar. Una delle focolarine, dal terrazzo ha mosso un piede e inavvertitamente una bottiglia è caduta sulla testa di un cliente del bar. Giorgina l’ha portato immediatamente in ospedale e ha fatto tutta la sua parte per spiegare nel migliore dei modi l’incidente. Giorgina non si scomponeva mai ed eravamo sempre piene di sprint a continuare la nostra avventura. Ho un ricordo splendido della nostra unità».

Nel 1969 ritorna a Loppiano e vi rimane per 24 anni mettendo a disposizione i suoi numerosi talenti per lo sviluppo della cittadella, in particolare per il Centro Ave, e la formazione delle focolarine.
Una focolarina che ha collaborato con lei in questi anni ci ha scritto: «L’ho accompagnata alcune volte nei suoi viaggi d’affari: aveva una grande fede che supportava gli affari! Fede nel “Socio invisibile” come ci diceva Chiara. Aveva fede ed entusiasmo per quanto faceva, puntando al mondo unito. Vendeva sempre, anche quando sembrava impossibile. Ma il rapporto con i clienti non era solo rapporto d’affari, era rapporto con Gesù nel prossimo. Costruiva rapporti veri, duraturi. Sempre con totale dedizione, senza badare a fatiche».
Una testimonianza che ci è arrivata: «Ho appena saputo della partenza di Giorgina per il Paradiso. È un grande dolore per me. È stata il nostro angelo custode quando mia figlia ha aperto un negozio nell’ormai lontano 1988. Ci ha seguito in ogni nostra situazione con un amore così grande da commuovere. Chiediamole che dal Paradiso, dove certamente è già, ci segua con lo stesso amore che ci ha donato in vita».

Da una lettera a Renata, responsabile della cittadella in quegli anni: «Ad un certo punto mi sono chiesta: sarà veramente possibile fare una società nuova, con metodi e strutture nuove? Perché Chiara lo crede, lo credo anch’io, voglio testimoniare anch’io che Gesù Abbandonato ha riempito ogni vuoto. Risentivo chiaramente la voce di Gesù che mi diceva: “Non ti chiederò cosa hai fatto al Centro Ave, ma quanto mi hai amato” e ho sentito l’anima liberarsi da ogni preoccupazione che mi sembrava Ideale ma che non era Dio solo».

A Chiara: «In questi giorni ho rivisto sempre più splendida la nostra vocazione di essere una valanga d’amore che deve al più presto possibile invadere il mondo e guarirlo da tanti mali e dolori. Per me il focolare non sarà mai una forma di vita ma l’invenzione della Madonna per farci diventare Gesù e per darlo al mondo. Sussulto di gioia e stupore ogni volta che lo riscopro». (Rocca di Papa Giugno 1971)
«Mi è sembrata una grazia nuovissima essere a Loppiano ed avere ancora la possibilità di costruire con tutti, ormai un’anima sola, il Paradiso terrestre in ogni particolare della città. Ora capisco perché il centuplo è così bello e importante nella nostra vita; credo che dovremo tirarlo giù a valanghe se siamo fedeli insieme alla Parola». (dicembre 1974)
«I temi su G.A. hanno fatto scaturire dal mio cuore un amore nuovo, appassionato allo Sposo. L’unica verità vera della nostra vita, Lui che ci fa vivere pienamente la meravigliosa divina avventura. Lui che mi fa l’Essere per dissetare l’arsura delle anime che mi passano accanto». (Natale 1983)

Nel dicembre del 1993, per Giorgina si presenta una nuova avventura: la cittadella di Fontem nel Cameroun l’attende.
Scrive ad una focolarina all’arrivo in Africa: «Certo, arrivare a Douala il colpo è stato duretto! Per il caldo e l’ambiente mi sembrava di entrare nel nulla ma passato questo tunnel ecc: le focolarine belle, sorridenti e… stanche. Mi hanno accompagnata in macchina in focolare e il mattino dopo una volontaria di Fontem con il suo grande Landrover ci ha portato verso l’interno a Fonjumetaw. È stata una scoperta incontrare la bellezza dell’Africa nella natura. I bambini sono bellissimi! Sorridenti, ti salutano per primi, agitano le manine. Ero serena, felice, mi sentivo lanciata in una vera avventura umano divina, non riuscivo ad avere qualche timore, né specialmente sentirmi lontana».
Una focolarina che ha vissuto questi anni con lei ci ha scritto: «Quando sono arrivata a Fontem ho trovato Giorgina lì, precisamente a Fongjumetaw. Aveva già trasformato il piccolo villaggio in una vivacissima realtà con mille iniziative a servizio della parrocchia e del dispensario. Aveva trovato pure un arbusto che produce semi ottimi per fare i rosari ed ha trovato clienti in tutto il mondo. Le ragazze e le donne venivano sempre più numerose a queste sue aziendine e lì non era solo sviluppo economico, era sopratutto sviluppo umano e cristiano. Sapeva anche scoprire i talenti di ognuno e li faceva venir fuori. Parecchie ragazze con i soldini guadagnati hanno potuto pagarsi gli studi e adesso hanno una professione».

A Chiara: «Mentre volavo verso l’Africa, non sentivo affatto di allontanarmi dal Centro, ma di avvicinarmi al Cuore certa che ti avrei trovata, forse per l’amore per questo continente che tu ci hai messo dentro nel tuo viaggio qui? Forse come effetto del vivere la Desolata?» (Fontem luglio 1994)
«Voglio vivere con entusiasmo amando Gesù Abbandonato e con la gioia immensa di camminare, qui in Africa, dove l’Amore di Dio mi ha voluta, nella più splendida strada che produce un popolo di Santi». (settembre 1994)
«Una volta di più Gesù Abbandonato mi è apparso luminosissimo, la mia via, l’unica via per poter bruciare tutto e poter rimanere nel cuore di Dio per sempre. Questo ho scelto: amare Lui solo con Maria Desolata per essere una popa tua oggi e trascinare ogni giorno l’umanità che mi circonda nell’Agape a cui è destinata». (Pasqua 1996)
Per la salute nel 2003 Giorgina è ripartita in Italia. Destinazione: Centro Mariapoli Raggio di Luce, Bra.
Al Centro Mariapoli Giorgina continua a vivere con tutta la sua gioia, entusiasmo, vivacità per tutta l’Opera: Città Nuova, aderenti, accoglienza dei gruppi.
Fongjumetaw è rimasto sempre nel suo cuore portando avanti progetti per lo sviluppo della scuola dell’infanzia “Gesù Bambino” e adozioni a distanza.
Scriveva a Chiara: «Sono rientrata da circa un anno da Fongjumetaw e sono planata qui nel bellissimo Centro Mariapoli e sono molto contenta! Ho sentito in ciò, pur nella Desolata, tutto l’Amore di Dio. Sappimi unitissima e lanciata nell’amore appassionato al fratello perché Gesù in mezzo possa vivere, operare miracoli, dando gloria al Padre». (Centro Mariapoli Raggio di Luce Bra settembre 2004)
Con il passare degli anni la salute di Giorgina è andata sempre più peggiorando fino a rendersi necessario il ricovero in una struttura sanitaria. Questo passo non è stato facile per Giorgina e per le focolarine del suo focolare.
Dopo qualche mese nella struttura, Giorgina scrive a Emmaus: «A vedermi sto benissimo, ma le prove sono quotidiane. Quotidianamente ricevo la visita delle pope che mi dà tanta forza e voglia di vivere l’Ideale e rilanciarmi nell’Amore a Gesù Abbandonato e ad amare tutte le persone che sono con me. Vivo e offro tutto per l’Opera». (Bra novembre 2017).
Emmaus le risponde: «Grazie di cuore del tuo biglietto. Testimonia la predilezione di Gesù Abbandonato per te e il tuo essere sposa Sua, aderendo con il tuo SI quotidiano a quanto ti chiede. Maria, che è Madre e Modello, ti sostiene in ogni passo e ti forma in un’altra piccola Lei. Grata di quanto offri per l’Opera ti sono vicina con il mio amore e con la preghiera».
Il rapporto di Giorgina con il focolare è stato costante e giornaliero. Era aggiornata su tutta la vita dell’Opera, questo le dava tanta gioia e se ne sentiva parte viva.
Spesso, negli incontri di focolare, faceva arrivare la sua comunione, era un pensiero che racchiudeva tutta la sua vita. Ne riportiamo alcuni:
«Ciao pope, sono contenta di poter essere con voi e rinnovare l’unità».
«Voglio solo Gesù in mezzo perché senza mi sento disorientata».
«Essere sinceramente quello che Lui vuole che siamo».
«Solo con Gesù e per Gesù. Questo è il mio desiderio, che mi dia sempre la forza di amarLo».

In questi giorni, appresa la notizia della partenza di Giorgina, in tanti hanno voluto farsi presenti con telefonate o facendoci arrivare impressioni sul loro rapporto con lei.
«Ero nel suo focolare durante la scuola di formazione 76/78. Quello che mi ricordo di Giorgina era la passione per l’Ideale. Avevamo sempre visitatori in focolare. L’ho rivista alcuni anni fa in una visita a Bra e anche se erano passati quarant’anni era sempre quella stessa Giorgina».
«Per me è stata una madre spirituale, esempio e guida. Ricorderò sempre come spazzava il cortile e il viale dalle foglie con la certezza di voler fare bene la volontà di Dio dell’attimo presente».
«Hai vissuto donando sempre senza trattenere nulla per te. Se davvero sei solo nell’altra stanza spero tu possa sentire il mio immenso grazie per essere entrata nella mia vita ed averla resa migliore con il tuo amore».
«Ho lavorato tanti anni con Giorgina a Loppiano, ho il cuore pieno. La lettura di oggi di S. Paolo mi sembrava esprimesse la sua vita: “Ho combattuto la buona battaglia ho terminato la corsa…”. Tanta gratitudine».
«Giorgina è stata una delle figure più importanti nel mio cammino umano e di fede. Da subito ci ha unito la passione per il bello, l’armonia e l’arte. Mi ha proposto una lettura nuova del cristianesimo, più autentico e concreto, dove l’Amore di Dio va oltre le etichette umane o la ritualità e si concentra nell’essenziale. Giorgina era il volto di un Dio che accoglie, un esempio da seguire, un modello di Chiesa aperta, concreta e autentica che mette l’uomo prima di ogni regola, l’amore prima di ogni cosa. Una vera rivoluzionaria dell’amore».

Per concludere vogliamo leggere una poesia che un nostro amico aveva scritto per lei.
A GIORGINA LA FOCOLARINA
Col suo modo che ha di fare, lei da tutti si fa amare
È una donna molto attenta, lei di niente si spaventa
Se cammina e guarda in su, pensa sempre al suo Gesù
Quel sorriso incorporato è Gesù che gliel’ha dato
Se qualcosa deve fare, a Gesù lei va a pregare
Lei cammina con coscienza, di Gesù vuol la presenza
Lei Gesù vuole vicino che le illumini il cammino.

Guarda il video dell’ultimo saluto a Giorgina Quarello.

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