Fabio Fiorelli, focolarino marchigiano, è partito nella serata del 25 novembre per il Cielo, dove certamente è stato accolto dal Padre come “Colui che aveva ricevuto cinque talenti andò subito ad impiegarli…” (sua Parola di Vita, in Mt 25.16).

 

Fabio Fiorelli era nato 58 anni fa a Corridonia in provincia di Macerata (Italia), un territorio caratterizzato da una popolazione particolarmente laboriosa, concreta, poco appariscente… con qualità che descrivono il modo di essere di Fabio: umile, generoso, aperto agli altri con un amore delicato e molto concreto nella quotidianità come testimoniano tanti: “È la persona da cui ho imparato ad amare!!”, “Aveva la capacità di amare personalmente chi entrava in rapporto con lui, facendolo sentire unico”, “Lo posso pensare solo in cielo a godere di tutto l’amore che ha donato a piene mani”, “Quanto mi ha sostenuto e quanto ha creduto in me! Anche quando io stesso non riuscivo a farlo”

L’incontro con l’Ideale avviene alla fine degli anni ’70 attraverso un sacerdote focolarino del suo paese. La sua adesione è spontanea e s’inserisce con entusiasmo in un contesto fatto soprattutto di giovani e ragazzi che da alcuni anni stavano dando vita ad una nuova diramazione dei focolari, il Movimento Diocesano. Tre anni dopo, nel 1981, scrive a Chiara: “…ti scrivo prima di tutto per garantirti il mio sì a GA e per assicurarti la mia presenza nella grande schiera dei figli tuoi. Sento poi di doverti ringraziare immensamente perché oggi, grazie al tuo intervento sull’unità, sento di aver dato un timbro alla mia vita gen e di vivere solo per portare l’unità fra tutti, in particolare nella mia parrocchia, costi quello che costi…”.
Per alcuni anni è responsabile dei giovani impegnati del Movimento Diocesano, compito che porta avanti senza risparmiare forze e tempo, e mettendoci tutte le sue capacità. Scrive ancora a Chiara nel 1988: “… Sono stato molto felice quando ci hai detto che noi gen – così anche io – … abbiamo il Carisma uguale a te, tutto intero come ce l’hai tu (…) debbo con radicalità e gioia ‘trafficare’ questo Ideale, in special modo con i giovani impegnati che fanno parte del mio grappolo…”.
Chiara gli risponde proponendogli la frase evangelica dei talenti: “Colui che aveva ricevuto cinque talenti andò subito ad impiegarli…” (in Mt 25.16). E in questa logica di “impiegare” i talenti Fabio risponde alla chiamata di Dio a donarsi a lui totalmente nella via del focolare e nel 1991 è a Loppiano alla scuola di formazione.

A Loppiano resta poi per lavorare all’Azur, una delle aziende della cittadella, dando il suo contributo alla vita di diversi focolari: Montevarchi, Arezzo, Firenze, sempre con un impegno costante verso le nuove generazioni.
Due anni fa accetta la sfida di trasferirsi a Tirana (Albania), con un radicale cambiamento di ambiente cultura, lingua. Scrivono le focolarine e i focolarini di lì: “vogliamo testimoniare quanto amore ha lasciato fra la nostra gente… Con ognuno creava famiglia, con semplicità e concretezza”.
Concludiamo queste poche note con quanto scritto da Fabio a Chiara nel 1998: “…sento vera per me la frase: ‘e guardatolo lo amò’… l’amore di Dio, il vivere per Lui ci fa liberi, portatori di luce, ci fa simili a Lui. Sento di poter cantare il mio Magnificat senza timori o dubbi…”.

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