Foto di: Ulrich Bobinger / pba

Ad Augsburg, in Germania, è stato inaugurato il Centro San Vincenzo De Paoli, un progetto innovativo e ambizioso di coresidenza, che mette la solidarietà e la cura alla base della convivenza sociale. Su una panchina dell’area verde del Centro, si trova una statua in ferro di Lau Kwok Hung, raffigurante proprio San Vincenzo De Paoli seduto.

 

Si trova nel quartiere di Göggingen, non lontano dalla famosa università di Augsburg, l’antica città romana di Augusta. Si chiama “Centro San Vincenzo De Paoli”, e comprende 62 unità abitative prive di barriere architettoniche, studi medici, un caffè che punta all’inclusione delle persone con disabilità, un asilo nido, sostegno scolastico, un consultorio e molto altro ancora. È stato realizzato grazie al desiderio e agli sforzi delle Suore della Carità della Congregazione San Vincenzo dei Paoli della Casa Madre di Augsburg, che vedevano nel progetto la possibilità di attualizzare il messaggio del loro fondatore, creando un centro di coresidenza intergenerazionale, all’insegna della solidarietà e della cura reciproca, aperto a chi è nel bisogno.

Al progetto ha contribuito anche Lau Kwok Hung, artista cinese e cittadino di Loppiano, che ha realizzato in ferro la statua del santo della carità, che ora siede su una panchina nell’area verde del Centro. «Questo è un magnifico luogo per la collocazione della scultura di San Vincenzo. – ha commentato l’artista durante l’inaugurazione, avvenuta il 24 settembre scorso – Qui, il gioco di luce e di ombra e l’equilibrio fra la natura e l’architettura sono di grande armonia. Ma direi di più: non ci sono recinti, muri, sbarre di chiusura. Questo spazio è effettivamente una “soglia”: un’interfaccia tra dentro e fuori, fra il quartiere e la città, tra l’intimità e l’apertura. Di qui si entra e si esce. È il luogo dell’accoglienza ma anche del congedo, del viatico. Vincenzo qui sembra un guardiano, un protettore, una sentinella. Un custode, del tempo e dello spazio».

Foto di: Ulrich Bobinger / pba

 

Per realizzare l’opera, Lau Kwok Hung non solo ha studiato a lungo la vita di San Vincenzo e le sue opere ma, racconta: «Prima di tutto, ho cercato di rinnovarmi nel mio modo di amare e di servire i poveri». Oltre ad uno sguardo capace di attirare molti a sedersi, e ad intrecciare con lui un fitto dialogo, il santo tiene in grembo un cesto, un richiamo, spiega Hung, al miracolo della moltiplicazione dei pani operato da Gesù, per sfamare la folla: «Sembra che quel suo comando agli apostoli: “Date voi stessi a loro da mangiare” sia l’inizio della “carità organizzata” che, lungo i secoli, San Vincenzo e ben altrettanti grandi santi fondatori hanno re-inventato alla grande, con creatività, fedeltà e impegno».

Durante l’inaugurazione, diverse persone si sono sedute a fianco della statua sulla panchina, concertando una piccola commedia in dialogo (in tedesco) con il santo, come si vede nel video che segue:

«Come Vincenzo, – ha concluso Hung – così tutti noi, lungo la vita, ci imbattiamo con innumerevoli altri viandanti, magari più miserabili e più poveri di noi (ammalati, orfani, carcerati, senza tetto). Le opere di carità sono come una specie di alchimia divina dove i dolori diventano oro, le ferite diventano benedizione, e le sventure diventano provvidenza e promesse. Che anche qui, ogni viandante possa fermarsi e porre la domanda: “Dimmi, quanto (tempo) manca all’aurora?”».

Foto di: Ulrich Bobinger / pba
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