Un centinaio di ragazzi e ragazze tra i 6 e i 21 anni della comunità di don Zeno Saltini in tournée fino a metà agosto. Danze, canti e momenti teatrali per comunicare la speranza del Vangelo e il messaggio della fraternità universale. La collaborazione con il coreografo Pierlugi Grison, di Loppiano.

 

Finalmente, si riparte! «C’è un rinnovato entusiasmo di tornare tra la gente e portare un messaggio di gioia e speranza, di avere un’occasione di evangelizzazione nelle piazze e vivere il senso della Chiesa in uscita». Paolo Matterazzo sintetizza lo stato d’animo con cui Nomadelfia si appresta a dar vita alla nuova tournée estiva, che si aprirà il 15 luglio con le prove generali nella loro cittadella, alle porte di Grosseto. Le Serate di Nomadelfia, dopo due anni di blocco a causa della pandemia, riprendono il cammino. Anzi, il loro «volo», perché proprio così le chiamava don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia e ideatore di questa originale forma di apostolato. «Un volo d’api che passano danzando da un fiore all’altro, portando il polline della vita».

Danze tradizionali di varie parte del mondo e momenti teatrali compongono uno spettacolo, che adesso è stato arricchito con nuove danze e nuove canzoni, scritte dalla comunità. Sono coinvolti un centinaio di ragazzi tra i 6 e i 21 anni e una decina di attori, mentre per gli aspetti organizzativi, logistici e tecnici provvede una squadra di 40 adulti. Il calendario degli spettacoli inizia con Porto Santo Stefano il 19 luglio e termina a Fonteblanda il 15 agosto.

 

 

Una tournée tutta toscana. «Sì, da tantissimi anni non facevamo una tournée nella nostra regione – spiega Paolo Matterazzo –. Ma si tratta anche di una scelta di prudenza, a motivo della diffusione ancora elevata del Covid. Ogni sera infatti potremo tornare a Nomadelfia, evitando di allestire un campeggio per 150 persone in una trasferta lontano da casa che dura settimane, con rischi immaginabili nonostante tutte le precauzioni che sempre adottiamo». In queste ultime settimane i preparativi sono intensi e accurati «per testimoniare una speranza, che non ci siamo fatti togliere dalla pandemia e lasciare negli spettatori lo stupore e la consapevolezza che ciascuno di noi è chiamato a fare della propria vita qualcosa di grande».

«Nomadelfia è una proposta – commenta Paolo –, una proposta tra tante, ma la fraternità è l’unica via». Nello spettacolo c’è anche un po’ di Loppiano. Pierluigi Grison, coreografo, collabora infatti da alcuni anni per le serate di Nomadelfia. Lo hanno conosciuto in occasione di uno spettacolo del Gen Rosso a Grosseto e lo hanno chiamato per un aiuto dopo la fiction che la Rai stava preparando su don Zeno. Poi la collaborazione in un musical, in giro per l’Italia per alcuni anni.

 

parco giochi

 

Confida Grison: «Mi trovo molto bene con loro. Hanno un grandissimo rispetto del mio lavoro di scenografo e sono sempre rapidi nel rispondere alle mie richieste. Sono colpito dall’autenticità della loro vita evangelica». Replica Paolo: «Siamo molto grati a Pierluigi, perché riesce a cogliere l’essenza di Nomadelfia e tradurla in coreografia. Lui capisce perfettamente cosa intendiamo per fraternità. Siamo infatti mossi dalla stessa forza ideale. Siamo animati entrambi dall’Ut omnes unum sint (Che tutti siano uno)». Ed ecco che si parte! Le Serate sono prossime al decollo. Per chi si trova in Toscana è un’opportunità da non perdere.

 

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