di Paolo Lòriga
Sono ventenni, abitano in varie regioni d’Italia, si sono conosciuti nel 2024 e stanno facendo una significativa esperienza spirituale come giovani dei Focolari. E sono venuti a Loppiano per salutare il 2025 e attendere il Nuovo Anno.
Messa del 31 dicembre alle 18,30, seguita dal Te Duem di ringraziamento, cena alla mensa, divertente serata all’Auditorium con gli abitanti e i visitatori fino a poco prima delle 24,00. Poi, tutti all’aperto a salutare il Nuovo Anno con dolci e spumante, cui sono seguite due proposte: la musica in un’approntata discoteca o i giochi di gruppo in una sala più tranquilla. Alle 3,30, i partecipanti si sono ritrovati al bar fino alle 4,00 per gli ultimi festeggiamenti. Si è trattato, insomma, di un programma gradito ai giovani venuti a Loppiano, ma senza chissà quali effetti speciali. Eppure, qualcosa è successo.
«Già lo scorso anno avevamo desiderato venire qua in questi giorni, per cui il rinvio non ha fatto altro che aumentare la comune voglia di arrivare a Loppiano per la fine dell’anno», racconta Marisol, di Lodi (a sud di Milano), capelli neri e lunghi. Emma, lombarda di Arcore, si infiamma: «È proprio viscerale il mio desiderio di stare a Loppiano, perché ogni volta ho sentito di camminare sulla mia strada. Ho partecipato qui all’appuntamento di giovani “Mission Possible” e ho scoperto che è un’iniziativa molto felice. Mi ha aiutato a indagare su chi sono e chi voglio essere. Per questo ci torniamo appena abbiamo i soldi sufficienti per il treno. Le cittadelle sono fari».

Marisol ed Emma fanno parte di un gruppo di 27 giovani dei Focolari, i cosiddetti gen 2. Abitano in varie regioni, soprattutto del Nord, sono tutti quasi coetanei – frequentano infatti l’ultimo anno delle scuole superiori o l’inizio dell’università –. Sono molto legati tra loro e stanno vivendo una gioiosa esperienza di cammino con Gesù, dando una contagiosa testimonianza del Vangelo nei vari ambienti che frequentano. «Il gruppo si è costituito alla Scuola Foco nel 2024, quando alcuni di noi ci siamo conosciuti nel corso di quella settimana di approfondimento della spiritualità di Chiara Lubich assieme a ragazzi di vari Paesi del mondo», racconta Alessio (Rapallo, Liguria), una cascata di riccioli neri, leader discreto della comitiva. «L’esperienza del Giubileo ha poi contribuito a rafforzare i legami tra noi. Abbiamo così rapidamente organizzato questa trasferta».
Sono arrivati il 29 dicembre, hanno visitato la cittadella, hanno contributo con un gioco alla festa di Fine Anno e sono ripartiti il primo gennaio. «Il momento più alto è stato per me subito prima della mezzanotte – spiega Matteo, dei Castelli Romani –, quando tutti sono usciti dall’Auditorium per salutare il nuovo anno. Mi sono divertito lì, più che in discoteca dopo». Marisol è proprio soddisfatta: «Festeggiare il nuovo anno con i miei amici gen e con le altre persone a Loppiano è molto significativo per me. Ho sentito che non c’era modo migliore per lasciarsi alle spalle il vecchio anno che ho ritenuto molto tosto e difficile. L’esperienza di unità e di comunione vissuta in questi giorni ci ha permesso di festeggiare l’arrivo del 2026 con purezza e gioia. È stato gratificante e mi ha caricato di speranza».
Daniele ha iniziato Matematica all’università Bicocca di Milano: «La festa di Fine Anno nella cittadella mi ha fatto sentire completamente libero e pieno di gioia. Ho potuto così staccare con alcuni capodanni passati, per nulla interessanti, e dimenticare quei tanti desideri e deformazioni che mi inquinano spesso la mente. Venire qui è stata un’opportunità speciale per fermarmi nella corsa quotidiana e per guardarmi dentro». Gloria, occhi vivaci, è di Verbania (Piemonte), sulla sponda del Lago Maggiore. «Da poco sono con le gen, per cui sento che vivere l’ideale del mondo unito a Capodanno è un auspicio per il Nuovo Anno. Loppiano è un puzzle, un gioco di incastri, in quanto tutte le realtà che si incontrano convivono bene in un clima di accoglienza reciproca». Una sosta e confida: «Essere qui è per me anche un segno di appartenenza, perché pochi mesi fa ho partecipato al mio primo Primo Maggio e al mio primo congresso gen». I bagagli sono pronti per la partenza. «Andarsene è sempre triste e il vuoto si sente parecchio, ma ogni volta ci si dà nuovamente appuntamento per ritrovare quest’atmosfera. Ho portato qui mia sorella. A casa ci aiuteremo».
Alessio è visibilmente soddisfatto. «Dovevo assolutamente organizzarlo, questo Capodanno a Loppiano, vivendo assieme alcuni giorni. È andata benissimo. Abbiamo sperimentato la bellezza di Loppiano, perché ogni incontro ti arricchisce, ogni risata ti fa sentire a casa, ogni persona che incroci lascia un segno nel cuore». E adesso? «Insieme agli altri gen, voglio anch’io riuscire a costruire piccole “Loppiano” nella mia quotidianità, dove l’amore, l’amicizia e l’accoglienza siano sempre al centro». Impegni precisi per l’anno agli esordi.

