Dietro le quinte del Festival della Fraternità una rete invisibile di giovani e professionisti che hanno donato tempo, competenze e cuore senza chiedere nulla in cambio.
di Paolo Lòriga
Cyril Gayed è un giovane egiziano che ha studiato finanza e relazioni internazionali a Parigi, dove adesso lavora in una banca come consulente dei clienti. Ha preso le ferie e sabato 25 aprile è arrivato a Loppiano per dare una mano a costruire i tre giorni (1-3) dell’appuntamento del Primo Maggio 2026. Si è pagato viaggio e soggiorno e ha lavorato senza sosta tutto il tempo. «Non è il miglior festival del mondo, ma c’è qualcosa di diverso, che mi rende contento», spiega con sicurezza. È stato nella cittadella lo scorso anno. «Questa è la mia casa, e quando c’è una festa a casa, non posso mancare».

Cyril, appena arrivato a Loppiano per aiutare per il Primo Maggio.
Un team di giovani professionisti
Dietro le quinte del Primo Maggio ha lavorato Sofia Gherardeschi, studi universitari in Produzione di spettacolo, musica e arte nella sua Firenze. Fa parte di una compagnia teatrale da 10 anni e ha realizzato alcuni spettacoli di prosa, canti e danze. A Loppiano ha fatto parte della squadra della produzione, occupandosi di logistica, alloggi e gestione degli artisti dietro il palco. «È un’esperienza professionale che mi aiuta a crescere. Il Primo Maggio di Loppiano è qualcosa di speciale per la complessità del programma, di importante per il messaggio che diffonde». Ha lavorato a titolo gratuito, ma «l’ho fatto con tutto il cuore».
L’edizione appena conclusa del Primo Maggio è stata particolarmente felice. Il bel tempo primaverile ha rallegrato i tre giorni. Il programma è stato ricco e vario, coinvolgente e con tanti approfondimenti. Soprattutto, sono state apprezzate sia «la qualità artistica di canti, danze, coreografie e scenografie», sia «i contenuti dei dialoghi e delle testimonianze». Lo hanno detto i giovani partecipanti. Un fattore di riuscita dell’evento è stato la generosa laboriosità con cui tutti i “costruttori” hanno operato. Non è una novità per il Primo Maggio, ma questa volta c’è stata una misura più grande, unitamente ad uno spirito di squadra che ha permesso di affrontare senza fibrillazioni ostacoli e imprevisti.
Tornando alla squadra organizzatrice, fin da luglio 2025 ha lavorato Annachiara Fenaroli, bergamasca, neolaureata in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo all’Università Cattolica di Brescia. È arrivata il 29 sera e ha lavorato nella parte creativa di tutto quello che avviene sul palco per regalare storie ed emozioni attraverso parole, musiche, gesti. «È stato un cammino intenso e lungo, ma alla fine è stata una magia! Si è trattato di una palestra, perché ho trovato professionisti di qualità, ho appreso un metodo di lavoro sempre aperto al dialogo e ho capito di più che questo è il lavoro che voglio fare per tutta la vita». La gratuità? «Volevo un po’ sdebitarmi con Loppiano».
Il “braccio destro” del coordinatore tecnico, quello che monta palco, quinte, luci, audio, video, ha i 20 anni di Emanuele Fattore, romano dei Castelli, tecnico del suono e studente al corso di Alto perfezionamento musicale nella speciale scuola di Saluzzo (Cuneo). «La regia tecnica è la mia passione. Volevo mettermi alla prova e fare un’esperienza concreta in ciò in cui credo, dando una mano al Primo Maggio».
Annachiara Fenaroli e Jean Paul Carradorì.
Esperienza, competenze e carriera messi al servizio dei giovani
Il “capo” di Emanuele è Francesco Bertolini (per tutti Gas Gas), romano, ingegnere del suono e dello spettacolo, con tanto di master all’università di Tor Vergata. Arrivato il 27 aprile, ha avuto il suo bel daffare. «È stata una sfida lavorare con tante persone in modo sereno e assicurare un livello artistico per un impatto così emotivo sui giovani e sulla loro intimità». Quanto è stato il suo l’investimento sul Primo Maggio? «8 mila euro se l’attrezzatura fosse stata noleggiata e altri 8 mila se avessi fatto pagare il nostro lavoro». Le ragioni? «Due. Il Primo Maggio può cambiare la vita delle persone e mi piacerebbe far innamorare i giovani di un lavoro fatto ad alto livello».
Un progettista di spettacolo appronta tutta la parte visiva di un concerto. Se si aggiunge che è un professionista di lungo corso, con grande esperienza nel mondo della lirica, cosa ci fa al Primo Maggio, restando dal 27 aprile al 3 maggio? Solo il noleggio delle attrezzature che ha portato vale 3 mila euro. Ma questo è il contributo gratuito di Jean Paul Carradorì. «Credo nei giovani – spiega – e, quando vedo ragazzi così, desidero dare una mano e offrire un piccolo esempio per aiutarli. Il Primo Maggio mi ha coinvolto e mi ha emozionato. E questo vale tantissimo».

Francesco Bertolini (a destra) con la squadra dei tecnici e la regia
Una degli autori dei contenuti, testi e dialoghi è Roberta Formisano, che lavora in una rete televisiva nazionale, ma non manca alla costruzione del Primo Maggio fin dal 2012. Potrebbe mettere in bocca ai giovani presentatori e agli attori tanto del “suo” e invece «il copione è il frutto di un ascolto reciproco ed è stato scritto con i due presentatori e con i 4-5 ragazzi che hanno collaborato a realizzare i video e le varie parti del programma». E spiega: «Il tema delle “radici” ci ha costretto a confrontarci sulle parole più giuste da usare e sulla ricerca di quelle domande che esprimessero il mondo giovanile, lavorando su loro stessi e sulle loro insicurezze». In termini di mercato, il suo compenso si aggirerebbe sui 3 mila euro, ma ha accettato solo vitto e alloggio. «È appagante lavorare con una squadra di tali professionisti e non facevo un’esperienza spirituale così forte da qualche anno».
Tre insegnanti, 30 allieve, un allievo, a Loppiano dal 29 aprile alla sera del 1° maggio. Tutte le coreografie (meno una) sono state create appositamente per il Primo Maggio. Antonella Lombardo è la fondatrice e la direttrice dell’associazione culturale DanceLab Armonia, che esprime il Laboratorio Accademico Danza, sorto 40 anni fa a Montecatini Terme (Pistoia). Hanno fatto spettacoli in vari parti del mondo, coreografie in Vaticano, attività in piazza anche a Betlemme. Quanto avete investito? «Le insegnanti che hanno ideato e realizzato i contributi per il Primo Maggio – risponde Antonella – costano 60-70 euro all’ora. Ci sono state danze, ma anche movimenti scenici. Un lavoro intenso. Non saprei proprio quantificare il nostro apporto complessivo, ma è rilevante». Perché investire sul Primo Maggio? «Perché è un appuntamento che fa la differenza rispetto a tutte le nostre trasferte. È particolarmente atteso dalle ragazze (tra i 18-20 anni e alcune di 14). Il ritorno su di loro è enorme, perché percepiscono i valori di Loppiano sulla propria pelle, scoprono rapporti autentici e cosa significhi il Vangelo vissuto. Tornano cambiate e il beneficio per il Laboratorio è straordinario».

Antonella Lombardo dietro le quinte dell’Auditorium.
«Un investimento valoriale».
Ma come sarebbe il Primo Maggio senza una direzione artistica? Massimiliano Zanoni e Sara Brogi ne sono i responsabili. Lui docente al Politecnico di Milano e a quello di Torino di tecnologia, spettacolo, arte e musica; lei ha lasciato un lavoro a tempo indeterminato presso un’emittente televisiva nazionale. Tre anni fa hanno dato vita a Coesioni, un’azienda che produce spettacoli e scopre e valorizza talenti artistici giovanili. «Il Primo Maggio – precisa Sara – è uno dei principali eventi in cui possiamo fare questo, con l’impegno a mettere l’altro sempre al centro del nostro lavoro». Non nasconde che le piace un sacco «insegnare il mio lavoro ai giovani e poi sapere che hanno cambiato studi per fare la mia professione».
Sara ha iniziato a lavorare per l’edizione 2026 già da giugno dello scorso anno, Max da gennaio, con incontri settimanali e impegnando il tempo libero e numerosi fine settimana. Sul Primo Maggio hanno investito professionalità, tempo, relazioni, portando anche due artiste cantanti (da Londra e da Treviso) disposte a lavorare gratuitamente. Max prova una stima: «Il valore del lavoro complessivo si aggira su 60-80 mila euro». E chiarisce subito: «Il Primo Maggio è un investimento valoriale, fa parte delle finalità dell’azienda. Poi, ci piace fare cose che abbiano un impatto positivo sul mondo, in particolare sui giovani».
Questo quanto raccolto attraverso dialoghi e interviste. Un racconto che rimane, tuttavia, ancora parziale di quel fattore “gratuità” che ha sostenuto il Primo Maggio di quest’anno. A tutti i volontari, i professionisti, i giovani non citati in questo articolo, il più grande grazie per aver reso possibile l’impossibile. Infine, un grazie anche a chi ha pregato, a chi ha offerto sofferenze e dolori, donatori di un patrimonio altrettanto prezioso.
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