Arrivato dieci anni fa a Loppiano per contribuire a dar vita al Polo di formazione e accompagnamento, è stato ordinato presbitero da mons. Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, dopo un insolito cammino di discernimento. 67 anni, originario di Brescia, perito elettrotecnico, Osvaldo è in focolare da 40 anni.
di Paolo Lòriga
Piera, la sorella del neo sacerdote Osvaldo, non ha dubbi: «È stato più emozionante oggi, rispetto all’ordinazione di ieri». Domenica 21 giugno, il fratello ha appena finito di presiedere la prima Messa e lei, prima dei quattro figli, ha trepidato per tutta la celebrazione. Non è stato come il giorno prima, quando il rito dell’ordinazione è stato guidato con sicurezza da mons. Stefano Manetti, vescovo di Fiesole. Con Piera, l’emozione ha avvolto la cugina, la cognata, alcuni nipoti e pronipoti, compreso il dodicenne Cristian, venuti da Brescia. Osvaldo Orlandi (Billy per tutti del Movimento dei Focolari) è diventato presbitero e la comunità di Loppiano – dove è arrivato nel 2016 – lo ha accompagnato passo passo nel cammino di preparazione e di risposta a una tale vocazione.
La processione di avvio della Messa di consacrazione è iniziata all’esterno della Theotokos con la grande porta spalancata. La varcano sei seminaristi per le varie funzioni del rito, il vescovo e 26 sacerdoti, tra cui Roberto Almada, copresidente del Movimento, e Jesús Móran, copresidente fino a marzo scorso, e il candidato al presbiterato, mentre il Gen Rosso ha intonato il canto d’ingresso. «Stasera il Signore ci ha chiamati per la presenza di Osvaldo, la cui vita è il risultato della Parola accolta», ha esordito il vescovo nell’omelia. E così ha ripercorso il cammino del futuro sacerdote, da quando ha conosciuto, quindicenne, i Focolari, «con un’accoglienza progressiva della Parola fino alla scelta a 25 anni di consacrarsi a Dio nel Movimento». E qui un commento: «Qui si capisce il dono di questi movimenti ecclesiali, con questi consacrati laici».

Mons. Manetti ha ricordato anche le resistenze di Osvaldo, quando nel Giubileo del 2000 gli viene chiesto se ha mai pensato di farsi sacerdote. Poi è arrivato il consiglio di studiare teologia, lui perito elettrotecnico. Baccalaureato in Teologia all’Università Pontificia Lateranense, seguito dalla Licenza in Teologia spirituale, dopo il diploma in Counseling spirituale e fino al Corso di formazione per accompagnatori spirituali alla Pontificia Università Gregoriana. Il vescovo ha posto l’accento su un particolare, quello di essere venuto a Loppiano nel 2016 per contribuire a dar vita al nascente Polo di formazione e accompagnamento personale e di comunità. «Decisione molto saggia del Movimento dei Focolari», è l’ulteriore commento.
Le perplessità sembrano proprio fugate. «Accompagnando le persone – ha messo in luce il celebrante –, esercitando questo servizio da laico, la vocazione si è fatta più chiara». “Sei disponibile a diventare presbitero?”, la domanda è tornata a bussare. Il racconto del vescovo è proseguito. Osvaldo ha replicato: «Ma perché proprio io? Ci sono altri molto migliori». Mons. Manetti si è fatto interprete della logica del Signore: «Eh sì, Dio sceglie i “peggio”. Guardate me». Poi ha spiegato tale logica: «Il Signore è ricco di misericordia e ci sostiene per renderci distributori della grazia». Il colloquio-omelia con il candidato al sacerdozio volge al termine: «Caro Osvaldo, la tua vocazione al presbiterato è autentica» e, prendendo spunto dal testo del Vangelo letto, ha indicato il compito che lo aspetta: «Il comando del Signore invita all’annuncio e ciò che la Chiesa sta riscoprendo oggi è la dimensione della missionarietà». Don Osvaldo Orlandi, detto Billy, 67 anni, incardinato nella diocesi di Fiesole, resta a servizio del Movimento dei Focolari per disposizione di mons. Manetti, che lo ha nominato viceparroco a San Vito, la parrocchia di Loppiano. Nel ringraziare al termine della sua prima Messa, il nuovo presbitero ha ricordato l’immagine di Gesù che lui predilige, quella della lavanda dei piedi: «Anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri». Billy le vuole far proprie: «Queste parole non sono solo un comando per me, ma sono anche lo stile che desidero abiti e informi, sempre più, ogni attimo della mia vita».

