Conosciamo una delle componenti del Gen Verde, International Performing Arts Group, che ha sede a Loppiano. Colomba Bai, coreana, compone, canta e suona vari strumenti.

Il Gen Verde è una band tutta al femminile, composta da 19 artiste di 14 Paesi. La loro è una rivoluzione permanente in cui musica, talenti condivisi e offerti si trasformano ogni giorno in mezzi per la diffusione della cultura dell’unità. La loro sede, a Loppiano, si chiama “Casa Osanna”. È lì che incontriamo Colomba, una giovane coreana che da 8 anni fa parte della band. Dicono di lei che, qualsiasi strumento prenda in mano, dopo un po’ sia già in grado di suonarlo.
«Quando, nel 2013, ho finito la scuola di formazione delle focolarine, mi è stato proposto di venire al Gen Verde. Ho risposto subito di sì, perché la musica è una delle mie grandi passioni. Così, dopo aver frequentato un corso per perfezionare il mio italiano, sono approdata qui».

Mentre chiacchieriamo, passano e salutano vivacemente altre componenti del Gen Verde. Le asiatiche si notano subito. Sono ben 5: oltre a Colomba, sempre dalla Corea ci sono Clari e Bea, Christina è della Malesia e Marie è nata in Giappone da papà giapponese e madre coreana. Non si può evitare di chiedere:

È difficile vivere e lavorare con un gruppo così eterogeneo? Come fate a vincere la tendenza all’individualismo?
«Di sicuro non avrei mai immaginato di fare musica insieme a tante persone e così diverse! Certo, se ci fermiamo alle differenze emergeranno le difficoltà, però, posso dire di aver scoperto che la nostra diversità è una grande fortuna per me, perché mi arricchisce, in ogni momento. Mi accorgo che quando, per amore, do le mie idee, le mie capacità, posso davvero essere un dono per gli altri, e così gli altri per me! Se accolgo la diversità degli altri come un dono, allora questa diversità diventa un’enorme potenzialità, che mette il turbo alla creatività. Siamo molto coscienti del fatto che insieme siamo una potenza, nonostante i limiti di ogni singola persona. Questo “noi” ci dà una marcia in più. Dico questo sia per il lavoro che per la vita.
Spesso troviamo una nuova luce per capire meglio la situazione e trovare il modo di andare avanti.
Durante la giornata, e credo di poterlo dire a nome di tutte, ciascuna di noi si butta ad amare gli altri, con un atteggiamento di servizio. Crediamo che tutto ciò che facciamo, anche le piccole cose, servono per costruire un mondo unito! E cerchiamo di accogliere e amare gli altri come Gesù ci ha insegnato, perché come dice Chiara Lubich “i fratelli sono la strada che ci porta a Dio”.
L’individualismo? Penso che non abbiamo neanche il tempo di cadere nell’individualismo».

Colomba è una specie di “donna orchestra”. Suona vari strumenti, compone e canta. Appunto, compone. Ma come nasce una canzone del Gen Verde?
«Siamo fortemente toccate dalla sofferenza del mondo di oggi, dal dolore, dalle sfide, ma cantiamo anche la speranza, i sogni… Molto spesso ci ispirano i giovani, i dialoghi con loro, il lavorare insieme, oppure delle persone che hanno fatto la differenza.
Cerchiamo prima di tutto di trasmettere questi messaggi forti con la nostra vita. Prima di tradurli in musica, in parole, cerchiamo di viverli. Per questo, spesso le nostre esperienze sono la materia prima delle nostre canzoni, perché sono vere.
Per i testi, per la musica, collaboriamo tra di noi, facciamo tante ricerche, ci avvaliamo anche della collaborazione con degli esperti, per avere uno stile sempre rinnovato e che sia vicino alla gente».

C’è una canzone a cui sei particolarmente legata? E perché?
«“This is our name”. Per me è una canzone speciale. L’abbiamo scritta anche per dare voce ai nostri amici musulmani. Abbiamo collaborato con un violinista musulmano e con una persona del Libano. L’ho vissuto come un momento davvero speciale e forte: l’arte ha veramente il potere di far andare al di là delle differenze di cultura, di religione e di far dialogare con il cuore, senza le parole».

Colomba parla con passione, ma non è solo la passione per la musica, è passione per questo modo particolare di fare musica. Ma allora, il Gen Verde non è solo una band… «È la mia famiglia».

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