Messa all’aperto, pranzo al sacco, giochi. Questi gli ingredienti che domenica 20 giugno gli abitanti di Loppiano hanno mescolato con libertà, gioia e clima di fraternità. Il risultato? Una bellissima giornata di festa!

 

Le previsioni del tempo non erano molto incoraggianti: domenica 20 giugno a Incisa Valdarno il termometro avrebbe segnato quasi 40°! E già da tempo era stata messa in programma una bella giornata all’aria aperta con tutti i cittadini! Come avremmo resistito sotto un sole implacabile?

L’appuntamento era alle 10.30 nei pressi del Salone San Benedetto. Ma… stranamente ci si trova tutti all’ombra! L’impressione era come se San Pietro, o chi per lui, avesse deciso di proteggere Loppiano dal sole cocente e avesse steso su quei prati un grande lenzuolo di nuvole, a mo’ di gazebo.
È iniziata così la messa all’aperto, seguita dal pranzo al sacco e da tanti giochi!

Ma facciamo un passo indietro.
Per un anno e mezzo, data l’emergenza sanitaria, gli incontri tra gli abitanti si sono limitati a pochissimi momenti. Più che altro, come dappertutto, ci si vedeva con i volti ritagliati nei quadratini di zoom. E, più passava il tempo, più aumentava la voglia di stare insieme, anche solo per guardarsi negli occhi, fare due chiacchiere e conoscere i nuovi arrivati.

Ma c’è di più. Certamente condividere dei momenti di preghiera, come può essere la messa quotidiana, o di scambio di esperienze, di aggiornamento, crea un rapporto profondo fra chi vi partecipa. Eppure quando si gioca insieme, a questo rapporto di aggiunge un qualcosa di particolare. Insomma, si fa l’esperienza della funzione sociale del gioco.

Gli studiosi dicono che «attraverso il gioco la società mostra i propri valori dominanti, permettendo a tutti i suoi membri di condividerli e metterli in atto». I valori dominanti di Loppiano li conosciamo, e domenica si potevano facilmente identificare: libertà, gioia, fraternità, interculturalità, spontaneità, ecc. Basta immaginare: persone di età compresa tra i pochi mesi di vita e i 90 anni compiuti, provenienti da circa 40 paesi di diversi continenti, che si cimentavano con giochi medioevali o di gruppo, che facevano esercizi di aerobica, che partecipavano ad un laboratorio di pilates alla scoperta di questo motore di salute ed interrelazione, che si lasciavano guidare da un esperto per fare un’esperienza di consapevolezza della propria sensorialità, ecc.

Insomma, una giornata piuttosto “sprogrammata” che ha dato, però, a tutti la possibilità di fare un’esperienza molto bella e costruttiva. Sembra strano, ma ora a Loppiano ci si sente più fratelli, più uniti, più concittadini di questa città che proprio una settimana prima ha ricordato la firma di quel Patto che è diventato la sua legge, la realtà su cui si fonda: l’amore reciproco.

Giornata Mariapoli
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