Il prossimo 26 novembre, al Polo Lionello Bonfanti si terrà il primo hackathon del territorio, cioè una maratona digitale dedicata al tema della cittadinanza attiva digitale.

 

Ma cosa è un “hackathon”? Il termine, coniato nel 1999, si riferisce ad eventi non stop, che possono durare da un giorno ad un’intera settimana, che coinvolgono esperti dei diversi settori dell’informatica con finalità diverse: lavorative, didattiche, sociali. Nasce dall’unione di due parole inglesi: hack (violare, attaccare) e marathon (maratona). Per semplificare, spesso si definiscono anche “maratone digitali”.

Il 26 novembre, un hackathon si terrà al Polo Lionello Bonfanti e avrà come tematica la cittadinanza attiva digitale, , coinvolgendo un gruppo di circa 120 studenti di sei istituti secondari dei comuni di Figline e Incisa Valdarno, Montevarchi, San Giovanni e Pontassieve. La sfida, come si legge sul bando, consiste nel contribuire a migliorare alcuni servizi del territorio per vivere la rivoluzione digitale in atto in modo sano, etico e sostenibile.

«Due settimane prima dell’evento, – spiega Rebeca Gómez Tafalla, amministratore delegato di E. di C. SpA, la società che gestisce il Polo Lionello Bonfanti – gli studenti avranno una formazione sulle metodologie che useremo in quella giornata. Questi giovani lavoreranno insieme per identificare quelle che sono le necessità e i problemi del territorio, formulare idee e sviluppare proposte che rappresentino soluzioni creative attraverso i mezzi digitali. Ci sembra un’occasione imperdibile per far sentire la propria voce e migliorare la vita reale dei nostri concittadini».

L’iniziativa coinvolge oltre a varie realtà del Polo anche: il Movimento Etico Digitale, che ha una lunga esperienza nell’educazione dei giovani al mondo digitale, ARTES (Associazione Toscana Ricerca e Studio), un’associazione che vuole contribuire all’aggiornamento e alla promozione dell’uomo nell’ambito dei rapporti tra cultura e lavoro, e l’incubatore d’impresa Ethic Solution.

Per il Polo Lionello Bonfanti questa iniziativa si inserisce nel percorso iniziato,, ormai da circa un anno, per avviare un “hub”, cioè un centro di innovazione, digitale e sociale, polifunzionale, e a servizio del territorio.

Racconta Rebeca Gómez: «Qui al Polo abbiamo la sede dell’Economy of Communion International Incubating Network, ovvero la rete degli incubatori d’impresa dell’Economia di Comunione (EdC). Saltuariamente, abbiamo già fatto l’esperienza di accompagnare giovani aspiranti imprenditori attirati dai valori dell’ EdC. Ora, desideriamo farlo in maniera più continuativa, raccogliendo le esigenze delle aziende e dei giovani. Abbiamo già coinvolto vari enti pubblici e privati del territorio del Valdarno e di Firenze».

A breve, sul sito del Polo Bonfanti, verrà dedicata una pagina specifica a questo progetto che si sta costruendo assieme a partner pubblici e privati.

«Qui abbiamo delle competenze. C’è la Scuola di Economia Civile, è la sede dell’esperienza di The Economy of Francesco, portiamo avanti il progetto dell’Economia di Comunione, parliamo ai giovani di un’economia inclusiva. – conclude l’ad del Polo – Ora vogliamo renderli protagonisti, partendo da quelli del Valdarno fiorentino e aretino».

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