In ceramica o in legno, oppure con gli utensili consumati e gli scarti usurati. Tutti lavorati a mano, con stile artigianale e con tocchi artistici. Inattese le richieste del mercato, che esprimono il gradimento di un pubblico che vuole mettere il presepe al centro del Natale.

 

Chiedere di allestire un piccolo presepe in un centro estetico è una faccenda compromettente. Anche un po’rischiosa, se la proposta parte da una dipendente. Ha perso la faccia e rimediato un secco “no”. Proprio qualche settimana fa. Forse sarebbe andata meglio in un altro tipo di esercizio commerciale. Ma non è detto. In genere, viene preferito l’albero con le palline colorate e la presenza di Babbo Natale è politicamente corretta in ogni ambiente a contatto con il pubblico. Si capisce.

Eppure a Loppiano la richiesta di presepi è in crescita in questo ultimo anno ed è salita la produzione negli ultimi mesi. Lo fa presente Giulia Volpi, responsabile del Centro Ave Ceramica, dove da 60 anni si producono, tra il resto, presepi di varie fogge e dimensioni e stili, ma con un’inconfondibile impronta, che li rende riconoscibilissimi. All’équipe dei creativi è associata una squadra di giovani di vari paesi del mondo, che rifinisce con mano leggera tutti i particolari di ogni pezzo che diventa unico.

Il legno contraddistingue la produzione dell’artigianato della cittadella. Anche in questo settore, dalla storia più che quarantennale, non sono mai mancati i presepi, sia di piccoli o grandi dimensioni, sia con pochi o tanti personaggi. Anche quelli offerti per questo Natale, novità rispetto al passato, hanno incontrato, non senza sorprese, il gradimento di un pubblico eterogeneo. Quale il motivo in un mercato con grande concorrenza? «Abbiamo voluto offrire – spiegano gli ideatori – un tipo di presepe che manifestasse la bellezza della famiglia e le persone hanno colto e apprezzato questo nostro impegno. È per noi un segnale davvero incoraggiante anche per il messaggio che veicola».

 

«L’dea di creare dei presepi è nata con l’intento di rimettere al centro il Bambino», chiarisce Roberto Cipollone, in arte Ciro, occhi penetranti, folta barba bianca e un amore febbrile per gli oggetti scartati, che recupera nei vecchi casali abbandonati e sui greti dei fiumi. Tutti scarti in cui coglie, solo lui, componenti di sorprendenti e artistiche creazioni. Basta soffermarsi nella mostra davanti all’inattesa varietà di presepi, con i pezzi e i materiali più diversi, ma tutti che – una volta assemblati da Ciro – riescono ad esprimere la delicatezza e la tenerezza di Giuseppe e Maria. Particolarmente caratteristici i presepi con le zappe, scelte dall’artista perché «avvicinano di più al senso della povertà, dell’essenzialità portato dal Bambino».

Tanti presepi, dietro ai quali c’è anche l’impegno a mettere la persona al primo posto e ad esprimere il valore della comunità di Loppiano. Ogni presepe, infatti, è stato pensato, ideato e creato nella cittadella, realizzato a mano, utilizzando materiali che garantiscono il pieno rispetto di tutti i soggetti e dell’ambiente circostante.

Per maggiori informazioni, visita il sito www.madeinloppiano.com.

 

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