Nel giorno anniversario della nascita della fondatrice dei Focolari (22 gennaio 1920), la ricordiamo con qualche pennellata di Michel Vandeleene, focolarino belga, psicologo e teologo, profondo conoscitore della spiritualità della Lubich. Vandeleene ci ha lasciati improvvisamente il 19 gennaio scorso a 64 anni. Una grande perdita e un profondo dolore. Per anni ha insegnato ai giovani di Loppiano. La scelta di un suo scritto è un piccolo segno della nostra riconoscenza. Il testo è un estratto da un articolo pubblicato su Città Nuova (4/2020).

 

Di Michel Vandeleene

Nel 1980 Chiara Lubich ha 60 anni. Un lungo tratto di vita è ormai alle sue spalle. È tempo di bilanci. L’idea della morte è nei suoi pensieri, le sembra di non essere pronta. Ripensa a quando, nel 1944, le era sembrato che Gesù le svelasse la sua piaga più intima, quella celata nel grido d’abbandono: «È a te che mi sono fatto conoscere come Abbandonato. Da venti secoli ho puntato su di te. Se non mi ami tu, chi mi amerà?». Quella domanda le risuona dentro con insistenza. Sente che non può perdere altro tempo. Chiede a Gesù di darle la spinta decisiva per concludere al meglio la sua vita. Il 31 dicembre 1980, parlando a un migliaio di giovani, Chiara li invita a partire con lei per un viaggio, una corsa, avente come scopo di amare quel suo Gesù abbandonato «sempre, subito e con gioia».

Comincia così quello che, qualche mese dopo, chiama il “Santo Viaggio”, un cammino percorso insieme al Movimento, con gli occhi puntati sulla meta dell’incontro con Dio. Ben presto migliaia di persone, di tutti i continenti, si uniscono al primo gruppo, in un’unica comitiva di persone desiderose di “santificarsi insieme”, amandosi per amore di Dio. Ogni 15 giorni Chiara Lubich comunica, attraverso una conferenza telefonica mondiale, un pensiero spirituale che è il “la” sul quale tutti si accordano, per viverlo poi ognuno al proprio posto nella società.

Le circostanze, tramite le quali si manifesta spesso la provvidenza di Dio, fanno sì che proprio in quel periodo si apra la possibilità di collegare telefonicamente in conversazione i centri dei Focolari nel mondo. I mezzi di comunicazione sociale vengono così messi a servizio dell’evangelizzazione personale e collettiva, permettendo a un numero sempre più grande di persone di sentirsi un cuore solo e un’anima sola, semplicemente mettendo in pratica il pensiero spirituale che Chiara offre loro.

Chiara si confida durante la conferenza telefonica mondiale di inizio gennaio 1981: «Abbiamo visto che il nostro motto “Sempre, subito, con gioia”, corrisponde proprio a ciò che occorre per farsi santo, santi. Quindi, qui a Roma ci siamo tutti messi ad iniziare l’anno 1981 volendo amare Gesù abbandonato, sempre, subito e con gioia. Amandolo nelle prove piccole e anche in quelle grandi. Ecco. Sarei felicissima se, anche in tutti i continenti, più gente possibile del Movimento incominciasse l’anno così con noi».

Chiara Lubich 1968
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