Sono arrivati a Loppiano a settembre 2021. Brasiliani di San Paolo, João Francisco e Soraia erano al vertice delle loro carriere professionali quando hanno maturato una scelta ardita verso una prospettiva innovativa. Complici i tre figli e gli esperti consultati.

 

Prendete una coppia. Felicemente sposata. Tre bei figli, brillanti negli studi. I due coniugi sono all’apice delle loro carriere professionali. Benessere e prestigio. Generosi e solidali. L’11 settembre scorso sono arrivati a Loppiano. Cosa c’è dietro una scelta del genere? Scoppiati per troppo stress? I due protagonisti sono João Francisco e Soraia Giovàni, brasiliani di San Paolo. I tre figli sono rimasti in Brasile e avevano già lasciato casa per gli studi universitari in altre città.

«Tre ragioni ci hanno portato a Loppiano», chiarisce João Francisco. E spiega: «Con la pandemia, molti amici si sono ammalati, alcuni sono morti, e abbiamo visto cambiare la vita di tutti. Nel 2020, durante la pandemia, abbiamo entrambi compiuto 50 anni e ci siamo chiesti cosa avremmo voluto fare nella seconda parte della vita». Continua Soraia: «Abbiamo sempre lavorato con passione e ci siamo messi a servizio di tante famiglie. Ma si faceva spazio l’esigenza, personalmente e come coppia, di un rapporto più profondo con Dio».

E cosa hanno fatto? «Abbiamo iniziato un discernimento per capire cosa fare – raccontano i coniugi Giovàni –. Prima con i figli. Per la pandemia, abbiamo vissuto con loro chiusi in casa per sette mesi. Alla fine ci hanno detto: “Se vi dedicate di più agli altri, va bene”». Il discernimento è poi proseguito con i focolari della loro città, con amici, con specialisti di varie discipline e con esperti aziendali. In tutti i colloqui emergevano una chiara indicazione e uno scenario preciso: studiare per diventare consulenti nei loro specifici settori.

famiglia joao e soraia

João Francisco è ingegnere chimico, con master in sostenibilità, ha lavorato ai vertici di imprese multinazionali, ma anche specializzato in teologia contemporanea. Soraia è pedagoga e psicopedagoga, nonché terapeuta della coppia e della famiglia; è stata direttrice di una scuola con 1.300 alunni e dal 2014 ha aperto uno studio come terapeuta. Allora studiare, ma dove? Hanno cercato corsi nelle università brasiliane e di altri Paesi. Ma nulla che rispondesse alle loro attese. Infine, l’Istituto universitario Sophia. «Qui abbiamo trovato la novità di percorsi interdisciplinari. Inoltre, venire a Sophia è arrivare alle radici della spiritualità dell’unità, che informa le discipline qui insegnate, e poter seguire le lezioni di docenti che hanno collaborato con Chiara Lubich».

Il 29 giugno 2021 hanno ricevuto da Sophia la risposta di accettazione al dottorato ed in due mesi hanno lasciato il lavoro, cambiato casa e superate tutti gli ostacoli del Covid. «Siamo arrivati a Loppiano con una felicità enorme nel cuore», e gli occhi brillano di nuovo. Il dottorato di Soraia è in «Cultura dell’unità con indirizzo pedagogico e la ricerca riguarderà – illustra – l’educazione alle difficoltà in famiglia nel rapporto genitori-figli». Il dottorato di João Francisco è in Cultura dell’unità con indirizzo ambientale, «con lo scopo di aprire – sostiene – una nuova via di sostenibilità, quella relazionale, con rapporti sani tra persone, associazioni, imprese, governi».

Hanno ben chiaro il percorso. «Adesso è un tempo di investimento negli studi per poi tornare a lavorare come consulenti in modo da avere più tempo da dedicare agli altri». Il dottorato di entrambi durerà quattro anni, ma solo per il primo è richiesta la presenza a Sophia. «Poi si vedrà», è il loro pensiero, radicato nel presente. Intanto, il 9 novembre hanno festeggiato 25 anni di matrimonio e nel periodo natalizio sono venuti a trovarli i tre figli. «Loppiano è città di Maria. Lo si sente. Qui c’è aria di divino, che convive con la nostra umanità, con le nostre debolezze, e si fa l’esperienza di autentici rapporti di famiglia».

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