Il 4 febbraio si celebra la seconda Giornata internazionale della Fratellanza Umana. Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, raccoglie e rilancia i principi del Documento sulla fraternità firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam  Ahmad Al-Tayyeb.

 

Fratellanza umana. Parlarne sembra scontato. Oppure, assolutamente inutile. Quello che succede in giro per il mondo, infatti, non invita a sperare che tale principio possa diventare una convinzione diffusa e attuata. E non si tratta solo di venti di guerre – come nell’Europa orientale – o di conflitti in atto in varie parti del pianeta. Fratellanza vuol dire piena cittadinanza di tutti nelle nostre società, equa distribuzione delle risorse naturali, fine del degrado ambientale, cura dei migranti, dei rifugiati e delle vittime della tratta. E molto altro ancora. Allora sì, che non è scontato, né inutile riaffermarla. Importante è stata perciò l’istituzione della Giornata internazionale della Fratellanza Umana, che si celebra oggi, 4 febbraio. Siamo alla seconda edizione. La decisione è stata presa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che l’ha proclamata il 21 dicembre 2020.

Il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace e la convivenza comune firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb di Al-Azhar (Il Cairo – Egitto), proprio il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti è stato un’ottima premessa. Storica firma, storico avvenimento e storico documento, che l’Onu non ha sottovalutato, pur trattandosi di un testo di matrice culturale di tipo religioso. Probabilmente ha avuto anche la sua influenza l’uscita il 4 ottobre 2020 (due mesi prima della decisione dell’Onu) dell’enciclica Fratelli tutti – che ricevette straordinaria accoglienza –, in cui Papa Francesco rilanciava, fin dal titolo, il principio della fratellanza per costruire un presente di pace. Infine, non va dimenticato che eravamo già in piena pandemia, in cui abbiamo scoperto tutti, pure al Palazzo di Vetro, quanto siamo legati gli uni agli altri e che nessuno si salva da solo.

«La “fratellanza” è ormai diventata una “categoria” discussa e promossa in più ambiti – evidenzia Roberto Catalano, esperto di dialogo interreligioso e docente di TeorEtica per una cultura del dialogo all’Istituto Universitario Sophia –. La “fratellanza” acquista sempre più valore e significato soprattutto nel nostro mondo colpito dal Coronavirus». Il prof. Catalano aggiunge che «la mattina del 4 febbraio 2022, nel padiglione della Santa Sede presso l’Expo mondiale in corso a Dubai (Emirati Arabi Uniti), si è tenuta una conferenza sulla Fratellanza Umana con la partecipazione del card. Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso». E aggiunge: «In questi anni le iniziative sul tema si sono moltiplicate a livello locale e mondiale».

Con la Giornata internazionale, spiega Daniela Ropelato, docente di Scienza politica all’Istituto Universitario Sophia, «l’Onu ha inteso promuovere il dialogo interreligioso e interculturale, in risposta al clima segnato da forti conflitti». Infatti, «la fraternità universale è un principio regolatore trasparente anche nelle complesse relazioni della sfera economica e politica, fondamento della costruzione delle nostre istituzioni. Chiara Lubich l’ha più volte definita “paradigma globale di sviluppo politico”». Ropelato constata processi in atto: «La pandemia ha reso ancora più evidente la forza delle città e dei Paesi del mondo e, dunque, di tutti noi, artigiani di fraternità nelle nostre relazioni quotidiane».

E Loppiano? «In questo orizzonte – indica la docente –, la cittadella ci parla più che mai, prototipo di tante città fraterne che sono e saranno il tessuto connettivo del nostro pianeta». Un impegno che trova nuova forza nel videomessaggio di Papa Francesco in questa seconda Giornata internazionale: «È giunto il tempo della fratellanza», «perché è fondamentale essere solidali l’uno con l’altro». «Oggi non è più tempo di indifferenza: o siamo fratelli o crolla tutto».

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