La Scuola di economia civile offre un appuntamento di grande attualità al Polo Bonfanti dal 17 al 19 febbraio, nell’ambito del corso di alta formazione su “Economia civile, impresa responsabile e finanza sostenibile”.

 

Non si è fatta una buona fama in questi ultimi decenni la finanza mondiale. Dal crollo della Borsa di Wall Street (USA) del 1987 si sono susseguite gravi crisi, con un effetto domino che ha sconvolto le economie di tanti Paesi e depredato milioni di risparmiatori in molte aree del mondo. Eppure «il sistema finanziario gioca un ruolo cruciale per il buon funzionamento dell’economia e della società», precisano alla Scuola di economia civile, che fin dall’inizio della sua istituzione tiene un corso di alta formazione. Anche quest’anno la pandemia non ha fermato i lavori della Scuola, situata al Polo Lionello Bonfanti. Il corso in “Economia civile, impresa responsabile e finanza sostenibile” si è svolto on line nei primi tre appuntamenti in novembre, dicembre e gennaio.

Sul tema “Quale finanza per un’economia civile?” si terrà l’imminente sessione, da giovedì 17 febbraio, ore 14,00, a sabato 19, ore 13,00. Accanto ad una finanza con poche regole e molto rapace, si è fatta strada una finanza eticamente orientata, della quale vanno conosciuti i principali attori e strumenti. I lavori consentiranno di approfondirne le caratteristiche, dagli investimenti sostenibili alla finanza d’impatto, dalla responsabilità sociale delle imprese al credito cooperativo. Saranno anche esaminate «quelle buone pratiche che aumentano la capacità dei sistemi economici di produrre benessere e bene comune – sottolineano gli organizzatori –, rimanendo a contatto con la storia, con la realtà e con al centro la persona».

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Al corso di alta formazione sono iscritti imprenditori del settore sociale e titolari di aziende commerciali, funzionari di aziende e di cooperative, un gruppo di insegnanti. I lavori si svolgeranno, questa volta finalmente, con la presenza fisica dei partecipanti. Ad aprire il programma sarà la lezione di Leonardo Becchetti, docente di Economia politica presso l’Università Tor Vergata di Roma, membro del Comitato scientifico della Scuola di economia civile.

Finanza eticamente orientata e finanza sostenibile saranno al centro della riflessione dei tre giorni di corso. Ma con quale sguardo innovativo verranno esaminate? «L’ottica della Scuola di economia civile – illustra il prof. Becchetti – è quella del paradigma dell’economia civile, che ha come traguardo la soddisfazione e la ricchezza di senso di vita e la centralità della persona. Quindi il traguardo è quello di una finanza generativa, dove l’obiettivo diventa quello del massimo impatto sociale ed ambientale». E spiega: «Da questo punto di vista si guarda con attenzione ed interesse alle forme storiche e nuove di finanza generativa come i fondi d’investimento etici, le banche etiche e cooperative e le nuove emissioni di finanza ad impatto (green e social bonds) e si ragiona su indicatori, metriche e metodologie capaci di misurare generatività ed impatto».

L’appuntamento successivo (24-26 marzo) del corso di alta formazione – in presenza e sempre al Polo Bonfanti – avrà per titolo “L’impresa nell’era dei beni comuni”, in cui sarà delineata la fisionomia dell’impresa civile e dell’imprenditore civile. Quest’ultimo è visto come un protagonista non solo in ambito aziendale, perché «pur attento al profitto ma lontano dall’essere un massimizzatore di rendite – illustrano alla Scuola di economia civile –, gioca un ruolo creativo nella soluzione dei problemi della comunità e del territorio». Possiede infatti una dote peculiare: «Sa riconoscere quelle opportunità che, insieme allo sviluppo dell’impresa, fanno crescere il bene comune».

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