Il Gen Rosso ha raggiunto l’isola di Lampedusa, al centro del Mediterraneo. Sabato 26 febbraio, un concerto per diffondere la pace, l’accoglienza e la fraternità. Collegati via streaming migliaia di ragazzi del mondo impegnati nel cantiere Hombre Mundo Planetario.

 

«Questo concerto non può essere celebrazione. Anche noi come voi tutti, vicini e lontani, abbiamo un grande dolore nel cuore per la situazione in Ucraina. Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane, si è aperto uno scenario tra i più allarmanti e, molta gente come noi, sta provando angoscia e preoccupazione. Con questo nostro concerto, che sappiamo essere solo una goccia in questo mare di dolore, vorremmo unirci a tutti voi, per formare un potente oceano di pace che arrivi fino al grande porto del Cielo, con una preghiera perché il mondo intero sia salvato dalla follia della guerra». Così Michele Sole ha aperto il “Gen Rosso Lampedusa concert” che si è svolto sabato 26 febbraio alle 12.30, in piazza Castello.

Il Gen Rosso è sbarcato la scorsa settimana a Lampedusa, per sostenere la comunità dell’isola che, da decenni, continua ad accogliere migliaia e migliaia di persone che, piene di speranza, attraversano il Mediterraneo, fuggendo da guerre, carestie, povertà, persecuzioni.

Racconta Emanuele Chirco, direttore musicale e arrangiatore del Gen Rosso: «Venire a Lampedusa significa stare vicini a chi è stato vicino, rincuorare chi ha rincuorato, prendersi cura di chi si è preso cura, donare a chi ha donato e continua ancora. Significa anche essere accolti da chi accoglie con braccia stanche, a volte, ma sempre aperte. Abbiamo pensato di lanciarla da qui la nostra preghiera di pace fatta di musica che, soffiando tra onde e vento, possa raggiungere idealmente tutte le “coste” del mondo, da quelle africane fino a quelle dell’Est europeo di questi giorni. Ovunque ci sia violenza e sopraffazione a schiacciare la dignità, la vita e il suo diritto ad essere vissuta con la gioia e l’amore».

Benvenuto da lampedusa

Con il “Gen Rosso Lampedusa concert”, la band ha partecipato al cantiere “Hombre Mundo Planetario”, con protagonisti tanti ragazzi del movimento dei Focolari, i Ragazzi per l’Unità, anche dell’isola.

Hombre Mundo è un progetto ideato e realizzato dai ragazzi per diffondere la fraternità universale: azioni locali e globali per favorire la conoscenza tra culture e religioni diverse, sviluppare una cittadinanza attiva, concretizzare l’impegno dei ragazzi per le grandi sfide del pianeta, da quella ambientale all’eliminazione di fame e povertà.

E, alla fine, come è andato il concerto? Basti fra tutti il commento postato su Facebook da Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, oggi europarlamentare che, dal 1992 al 2019, è stato responsabile delle prime visite di migliaia di migranti che sbarcavano sull’isola. Scrive: «Tanti bambini, tanti giovani, tanti uomini e donne. Oggi, in piazza a Lampedusa, nonostante il vento freddo e il cielo grigio, per intonare insieme alla band internazionale Gen Rosso canti di pace, in collegamento streaming con tutto il mondo. Grazie ai focolarini per aver organizzato questo momento di condivisione. E grazie al Gen Rosso per aver scelto Lampedusa per sostenere chi pratica l’accoglienza ogni giorno. Lampedusa, isola di pace in un Mediterraneo oggi al centro di esercitazioni di guerra. Un appello a cessare la guerra».

 

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