La diocesi ha scelto la cittadella come nodo della rete planetaria di appuntamenti. Rilevante la presenza di coppie con figli piccoli e adolescenti. Tutti coinvolti con programmi specifici e giochi. L’apprezzato contributo dello psicologo Ezio Aceti. Per mons. Meini, ultima Messa alla Theotokos come vescovo titolare della diocesi.

 

Mettete insieme le famiglie e verrà fuori qualcosa di bello, gioioso e giocoso. Gli effetti si sono ripetuti anche domenica 26 giugno nell’appuntamento diocesano per celebrare la decima edizione dell’Incontro mondiale delle famiglie. In Vaticano, i lavori erano iniziati mercoledì 22, ma la formula di quest’anno non prevedeva la presenza a Roma di tante famiglie, per il fatto che sarebbe stato «percepito – come evidenziato da Papa Francesco – come una realtà distante». Da qui, la forma «multicentrica e diffusa» dell’iniziativa.

Così la diocesi ha scelto Loppiano come sede dell’incontro. Ed è stato significativo che abbiano partecipato soprattutto famiglie giovani. Non coppie soltanto, ma coppie con figli, da pochi mesi fino all’adolescenza, che sono stati coinvolti in specifici programmi per fasce d’età.

«Finalmente ci rivediamo di persona!», è stata l’esclamazione iniziale di Maurizio e Mary Cibra, referenti per la pastorale familiare della diocesi, dando il saluto iniziale. L’incontro ha permesso di «ricompattare i gruppi che si dedicano alla famiglia – hanno proseguito – e il programma è il frutto di un ascolto profondo». Don Giampietro Baldo, referente per la pastorale familiare, ha indicato il senso dell’incontro: «La Chiesa ha capito che non deve dare regole alle famiglie, ma accogliere le famiglie di tutto il mondo».

Allo psicologo Ezio Aceti è stato affidato il tema “Famiglie in relazione: nodi da sciogliere e da intrecciare”. Con il suo parlare coinvolgente, talora paradossale, Aceti ha tratteggiato i fondamenti della persona e della famiglia, da quelli fisiologici a quelli relazionali. Poi le testimonianze di due coppie. Una, che ha accolto in casa una mamma e una figlia dell’Ucraina, mentre l’altra ha riferito del percorso verso il matrimonio religioso.

 

 

Non solo mancati i giochi. E così dopo pranzo, all’interno del Salone San Benedetto, tutti sono stati coinvolti in modo divertente. Nel pomeriggio Aceti, esperto di psicologia dell’età infantile e adolescenziale, si è rivolto a ragazzi e ragazze di quelle fasce d’età, seduti all’Auditorium vicino ai genitori. Aceti è stato capace di interessarli, farli ridere, aprirli a confidenze personali e a domande per capire come essere costruttori di amicizia, in un percorso che aveva per titolo “Amicizia, il nuovo nome della pace”.

In precedenza, un giovane siriano aveva riferito della drammatica vicenda della guerra, in cui aveva scoperto «la centralità di amare nel presente, di perdonare ora e non domani, perché non sapevo se ci sarebbe stato il giorno dopo». Patroni di questo decimo incontro mondiale delle famiglie sono i coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, primi sposi ad essere beatificati come coppia. Di loro ha parlato, Redi Maghenzani, che ha conosciuto molto bene i figli, mettendo in luce la semplicità e l’autenticità di una famiglia radicata nell’amore evangelico.

L’incontro si è concluso con la Messa nel Santuario Maria Theotokos, presieduta da mons. Meini. «In questo incontro mondiale delle famiglie, non c’è cosa migliore che restare in ascolto del Vangelo – ha esordito nell’omelia –. L’insegnamento che Gesù ci consegna oggi è chiaro: prima il Signore, poi il resto. Può sembrare un’impostazione fondamentalista e invece manifesta un grande equilibrio. Prima amare Dio e poi osservare i comandamenti verso il prossimo. Se togli Dio come fondamento di tutto, crolla tutto».

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