Dall’8 al 10 settembre scorso, la Scuola di Economia Civile (SEC), dal Polo Lionello Bonfanti, ha lanciato un nuovo corso di alta formazione per insegnanti e dirigenti scolastici. Si intitola “Proposte per l’insegnamento dell’educazione civica”. Il primo esperimento via web. Prossimamente, in presenza.

 

C’era un libro, per chi ha fatto le scuole medie e superiori negli anni ’80 del 1900 che, puntualmente, arrivava a giugno ancora bello compatto, profumato di nuovo e raramente sfogliato: era il testo di educazione civica. Materia che guardava al presente, proiettandosi «verso la vita sociale, giuridica, politica, verso cioè i principi che reggono la collettività e le forme nelle quali essa si concreta» (come da premessa al Decreto del Presidente della Repubblica che l’aveva introdotta nelle scuole), finiva usualmente vittima del passato e dei programmi di storia da chiudere entro fino anno.

Nel tempo, il suo insegnamento è, di fatto, come sfumato via dai programmi scolastici, assorbita teoricamente nei programmi delle altre materie. Poi, nel 2019, in seguito ad una raccolta firme promossa anche dai sindaci italiani, l’insegnamento scolastico dell’educazione civica nelle scuole italiane è stato reintrodotto (con la legge n. 92 del 20 agosto 2019).
Così, dall’anno scolastico 2020-2021, l’educazione civica è materia trasversale che è insegnata in tutti i gradi delle scuole, a partire da quella dell’infanzia, fino alla secondaria di secondo grado.
Questo perché, come si legge nel primo articolo della legge: «L’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri».

Insomma, ancora una volta, alla scuola italiana viene chiesto di dare il proprio contributo per rendere migliore la nostra società e più partecipata e civile la vita pubblica. Ma non da sola. Dai decreti attuativi è infatti previsto che le Istituzioni scolastiche possano collaborare con le realtà del territorio, come gli enti del terzo settore, mediante forme di co-programmazione e co-progettazione, anche per proporre esperienze extra scolastiche di cittadinanza attiva. Spiega Leonardo Brancaccio, Segretario generale della Scuola di Economia Civile (SEC), che ha sede presso il Polo Lionello Bonfanti: «La legge prevede l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, con un ammontare di ore per ogni anno scolastico che non può essere inferiore alle 33. Tre i filoni tematici: Costituzione, Sviluppo sostenibile e Cittadinanza Digitale. Così, alla SEC ci siamo detti: perché, vista la nostra esperienza in queste tematiche, non proponiamo, in maniera molto semplice, umile, un corso di alta formazione? E l’abbiamo intitolato “Proposte per l’insegnamento dell’educazione civica”. Perché i docenti hanno delle linee, però cercano anche delle proposte…».

Il corso si è svolto dall’8 al 10 settembre, via web, dato l’imminente inizio dell’anno scolastico. Ricchi i contributi e gli spunti dati dai docenti del corso e le diverse tematiche toccate che spaziavano da una riflessione sulla meritocrazia alla cittadinanza attiva; dai principi e i valori della Costituzione e dei padri costituenti all’educazione ambientale; per citarne solo alcune (l’intero programma è scaricabile qui). Dall’altra parte, dai banchi di scuola virtuali, erano collegati in 25, tra insegnanti e dirigenti, rappresentanti ogni parte della Penisola.

«Visti i riscontri positivi dei partecipanti, riproporremo l’esperienza – precisa Brancaccio –. Stiamo lavorando perché questi materiali diventino digitali, e siano così a disposizione di quanti vogliano approfondire la nostra proposta. Ma faremo corsi anche in presenza, perché per noi i beni relazionali, sono una realtà».

La SEC web

Un po’ di storia

L’educazione civica era stata introdotta per la prima volta nelle scuole italiane grazie al Decreto del Presidente della Repubblica n. 585 del 13 giugno del 1958. Si chiamava “Programma per l’insegnamento dell’educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica”. Il DPR era promosso dall’allora Ministro della pubblica istruzione Aldo Moro, che già nel 1947 chiedeva: «Che la nuova Carta costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano».

Ma già nel 1967, don Milani, in “Lettera ad una professoressa” scriveva: «Un’altra materia che non fate è l’educazione civica. Qualche professore si difende dicendo che la insegna dentro altre materie. Se fosse vero, sarebbe troppo bello […] dite piuttosto che è una materia che non conoscete […]. Voi avete in onore più la grammatica che la Costituzione». (1967, pp. 123 e ss.).

Speriamo che, grazie alla nuova legge, l’educazione civica possa contribuire a diffondere la partecipazione attiva e l’impegno per il bene comune, a promuovere la condivisione e la promozione della legalità, la cittadinanza attiva e la conoscenza della nostra Carta Costituzionale che, come diceva Roberto Benigni, è «la più bella del mondo». La SEC sta facendo la sua parte per collaborare con gli insegnanti per la diffusione dell’educazione civica.

Share This