Mons. Manetti in visita a Loppiano

20 Dic 2022 | Cittadella, Notizie, Vita

«Siete una realtà che arde e risplende anche in questo difficile presente. Ringrazio il Signore per il dono che siete anche per la diocesi». Così il vescovo Manetti nell’omelia della Messa celebrata il 16 dicembre nella cittadella.

 

 

Che sia di casa a Loppiano, non c’è alcun dubbio. Mons. Manetti è venuto più volte nella cittadella negli ultimi mesi, sia per incontri che per celebrare Messe. Dai Neocatecumenali a Comunione e Liberazione, dagli Scout ad un convegno di sacerdoti della Toscana. Era presente anche all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto universitario Sophia, ma il primo incontro con la cittadella si è svolto significativamente nel tempo d’Avvento, il 16 dicembre scorso.

«Metto sull’altare la gratitudine verso il Signore per il dono che è questa realtà per la diocesi di Fiesole», ha esordito il vescovo all’inizio della celebrazione eucaristica, svoltasi nell’Auditorium, perché ancora non fruibile il santuario Maria Theotokos per i gravi danni subiti ad agosto dal devastante maltempo. Gratitudine e gioia anche negli abitanti, consapevoli che la visita del proprio vescovo riveste sempre un significato particolare e la sua parola una luce speciale.

E proprio sul tema della luce ha parlato mons. Manetti nell’omelia, prendendo spunto dal Vangelo in cui Gesù parla di Giovanni Battista. «Egli è un testimone eccellente. Gesù parla dei suoi testimoni che hanno aperto la sua strada nel cuore degli uomini». E subito un riferimento preciso: «Queste parole in questo luogo non possono che ravvivare in tutti noi il ricordo e la gratitudine per il dono speciale di Dio per il nostro tempo che è stata Chiara Lubich. Ella è stata un testimone speciale di Dio. È una lampada che arde e ha permesso al Signore di amare attraverso il suo cuore». E ha aggiunto: «Anche Renata Borlone è un’altra testimone». Alla Serva di Dio, corresponsabile della cittadella fino alla morte nel 1990, ha fatto visita il vescovo, recandosi prima della Messa al santuario, dove è sepolta.

Poi è ritornato su Giovanni Battista, «lampada che arde e risplende» per guardare la cittadella. «Questa realtà, che il Signore ha suscitato, continua ad ardere e risplendere per aiutarci nel cammino, talvolta difficile come in questo tempo presente, ma che ha dalla sua la creatività, la forza, la dolcezza, la tenerezza, la misericordia, la potenza d’amore dello Spirito Santo».

 Un’ora di presentazione della cittadella e della sua storia ha fatto seguito alla Messa. Dai canti del Gen Verde e del Gen Rosso sulla pace alle semplici testimonianze alla luce del Vangelo, ora vivaci, ora toccanti, della variegata comunità della cittadella, con i suoi oltre 800 abitanti da più di 50 Paesi. Dai giovani ai religiosi, dalle famiglie ai bambini, dai sacerdoti a quanti impegnati nella Chiesa locale, nel territorio, nell’accoglienza delle famiglie dell’Ucraina.

 Nel saluto conclusivo, mons. Manetti ha condiviso il suo stupore, partendo dall’intuizione di Chiara Lubich che sta all’origine di Loppiano. «Mi ha colpito che il motivo ispiratore di questa prima cittadella sia stato San Benedetto. I monasteri benedettini erano delle isole, dei microcosmi ben circoscritti. Loppiano, no, non ha muri. È una centrale di energia, di grazia di Dio. Come Benedetto ha fatto cultura per l’Europa, così anche questa realtà, come ho ascoltato, produce cultura, per grazia di Dio. E’ stata una bella sorpresa”.

 

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