Sophia: una settimana alla “Scuola di Dio”

22 Dic 2025 | Dialogo, Notizie, Spiritualità

di Roberto Catalano

Dialogo tra musulmani sciiti e cristiani. Dall’8 al 13 dicembre, si è svolta a Sophia l’ultima edizione della “Week of Unity”, ovvero, la Settimana dell’Unità, un’originale esperienza di dialogo interreligioso tra gli studenti dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano e quelli della città santa di Qum, in Iran.

Ventotto tra studenti e professori musulmani sciiti e altrettanti cattolici, fra i quali, in vari momenti, anche un nutrito gruppo di sacerdoti che stanno seguendo la Scuola di formazione alla spiritualità dei Focolari, presso il Centro “Vinea Mea” di Loppiano. Questi i partecipanti all’ultima edizione della “Week of Unity”, la Settimana dell’Unità, che si è svolta, dall’8 al 13 dicembre scorso, a Sophia. Un progetto coraggioso e innovativo, nato nel 2018 dalla collaborazione fra l’Istituto Universitario Sophia il Risalat Institute e l’International Institute of Islamic Studies di Qum (Iran). Non un semplice convegno, ma un laboratorio in cui vita e pensiero si lasciano permeare dalla sfida del dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Islam, nella speranza di contribuire a formare leader capaci di superare le fratture ancora in essere, per costruire una società mondiale in cui l’esperienza di Dio diventa occasione di testimonianza di unità e pace.

«L’impressione generale – hanno condiviso nelle conclusioni i presenti – è stata quella di aver partecipato ad una scuola speciale che, senz’altro, nessuno immaginava di poter frequentare solo qualche anno fa: la Scuola di Dio. Sembrava di essere accompagnati da una “presenza” silenziosa e illuminante che ci ha condotto attraverso vie impensate, illuminandoci, incoraggiandoci e aprendo nuovi capitoli della nostra breve storia di dialogo».

Una storia nata da un incontro

Scaturisce proprio da un incontro questa storia di dialogo. Quello fra l’allora Rettore dell’Istituto Universitario Sophia, mons. Piero Coda, e il fondatore e indiscusso leader del Risalat Institute e dell’International Institute of Islamic Studies, lo sheik Mohammad Shomali. Assieme, intuirono la possibilità concreta di un accordo che avrebbe potuto portare frutti non solo nel campo accademico ma anche in quello spirituale e del dialogo interreligioso. Formularono quello che potremmo definire un “patto” spirituale per lavorare insieme, al fine di scoprire vie di dialogo e collaborazione fra il mondo sciita e quello cattolico e cristiano più in generale.

Fondamentale, poi, rammentare che tale collaborazione non nasceva dal nulla. Da circa vent’anni, infatti, il prof. Shomali aveva avuto modo di conoscere e approfondire la spiritualità di comunione dei Focolari. Durante i suoi studi dottorali in Inghilterra, infatti, aveva incontrato membri del movimento cattolico e partecipato, insieme alla moglie e ai figli, alle loro attività e iniziative, approfondendone la spiritualità e contribuendo al dialogo con la sua esperienza e sensibilità di musulmano sciita. A partire dal 2010, poi, aveva iniziato ad accompagnare gruppi di studenti iraniani a Roma per offrire loro la possibilità di conoscere il cristianesimo al suo centro mondiale. Tali iniziative avevano portato a una amicizia anche con il Centro del Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari che ha sede presso il Centro Internazionale di Rocca di Papa.

Così, nel 2016, nasce “Wings of Unity” (le Ali dell’Unità), non un progetto ma un’intuizione che ha preso progressivamente forma grazie alla vita. Due i livelli di sviluppo: un comitato scientifico ristretto, composto da alcuni sciiti e da alcuni professori di Sophia, e le cosiddette “Week of Unity” (Settimana dell’Unità), delle scuole invernali o estive per studenti di ambo le parti.

Il focus è sempre quello di approfondire l’unità di Dio e l’unità in Dio. Un argomento che tiene conto della sensibilità musulmana, nella sua prima parte, e di quella cristiana, nella seconda. Per ogni edizione, poi, si è scelto un argomento specifico sia per la riflessione nel gruppo ristretto che nella scuola aperta. Unitamente all’approccio culturale e accademico, si è assicurato anche quello del rapporto umano, costruito giorno dopo giorno e momento dopo momento. Si è, così, venuta delineando un’esperienza di dialogo della vita e del pensiero che presenta una vera novità nell’ampio e ricco panorama di esperienze di dialogo islamo-cristiano.

Nuovi sviluppi

Negli ultimi due anni, questa collaborazione si è arricchita di una nuova iniziativa: la permanenza per un mese presso l’Istituto Universitario Sophia di una decina di studenti sciiti per i quali si mette a punto un programma di introduzione al cristianesimo. Anche questo ulteriore passo ha riservato delle sorprese molto positive. Gli studenti provenienti da Qum si sono inseriti perfettamente sia nel contesto dell’Istituto Universitario che della cittadella, portando un contributo di spiritualità genuina e profonda e un desiderio di apprendimento della fede cristiana. Questo assicura uno scambio che arricchisce entrambe le parti e fa di Sophia una realtà che, sebbene piccola e ancora molto fragile, esprime pienamente una delle caratteristiche più carismatiche delle intuizioni di Chiara Lubich, quella del dialogo.

 

 

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