Angeli del Natale

23 Dic 2025 | Notizie, Spiritualità

Adorazione dei pastori, Lorenzo Lotto, Pinacoteca Tosio Martinengo Brescia.

di Carlo José Seno

Il Natale visto da un angelo giunto a Betlemme. Dà notizia di un piccolo fatto che è un grandioso evento. Ribatte all’incredulità e al pessimismo di allora e di oggi. La riflessione di don Carlo José Seno, responsabile del Centro di spiritualità per sacerdoti “Vinea Mea” di Loppiano, aiuta a cogliere, da un’angolazione singolare, la portata di un’umile nascita che salva il mondo.

«Vi annuncio una grande gioia: è nato per voi un bambino!». È un angelo a parlare. E noi siamo tutti d’accordo con lui. Ogni bambino che viene alla luce è un miracolo, un microcosmo inedito di capacità prodigiose, che porta in sé una scintilla di infinito che mai si potrà spegnere. E questo incanto rimane intatto ad ogni nascita di cucciolo d’uomo, anche se di bambini ne nascono sulla terra 4 ogni secondo. Noi rimaniamo sempre affascinati di fronte al miracolo della vita e questo ci fa sempre bene al cuore, ad ogni età. Ci mette di fronte ad un mistero che ci supera comunque da ogni parte.

Per non parlare della gioia difficile da raccontare di chi diventa papà o mamma, specie la prima volta, di quanto amore si scoprano capaci di fronte ad una creatura così piccola.

Ma questo non fa certamente tacere chi preferisce vedere il bicchiere mezzo vuoto. Lo sento mugugnare che «però ogni 6 secondi muore nel mondo un bambino sotto i 5 anni». E sappiamo che il dolore dei piccoli è un mistero di fronte al quale anche papa Francesco non sapeva trovare risposta. Il mistero quindi si infittisce.

Ma di fronte a queste obiezioni l’angelo ripete: «Questo è per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».  E il mugugno allora si spazientisce, diventa un grido: «Ma in un’epoca come la nostra di guerre alle porte di casa, di popoli schiacciati dalle dittature, di attentati improvvisi in ogni continente, di disastri naturali sempre più devastanti, di femminicidi e di violenze dei minori, un bambino che nasce che cos’è? Un minuscolo granello di vita di fronte ad un’immensa montagna di morte. Cosa potrà fare per guarire un mondo così malato?».

L’angelo non si lascia per nulla intimidire. Anzi, gli viene un’idea! Va a radunare tutti gli angeli del Cielo e tutti insieme cominciano a cantare a squarciagola con una sola voce: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama!». E quel canto non si spegne, continua ad echeggiare, riempiendo il mondo e la storia.

Perché quel bambino che nasce a Natale ha dentro di Sé una vita invincibile, di fronte ad ogni morte riesce sempre a inventare una nuova risurrezione. Ha un amore sconfinatamente più immenso di tutta la cattiveria del mondo. È pronto anche a morire, per amore. E lo fa.

La strategia di chi è in Cielo rimane sempre quella: per salvare il mondo si comincia con un bambino. Un bambino che è solo amore. Un Dio bambino. È l’unico che sa salvare. E lo fa nascendo e rinascendo instancabilmente, dovunque c’è un cuore che ama. Lo vedi brillare anche dove non te lo aspetti, vicino e lontano, soprattutto nelle periferie del mondo, là dove nessuno guarda, in tantissimi luoghi che tu non vedi ed ogni volta inventa qualcosa di nuovo, con una generosità che non immagini, con una creatività che ti sorprende.

Non ci sono altre strade. Le bacchette magiche che senza alcuno sforzo trasformano il mondo in un istante esistono solo nelle fiabe. Quel Bambino invece fa pullulare l’amore dappertutto, vuole farlo diventare un’invasione. E trasforma le persone dal di dentro, rendendole capaci di amare come Lui ama, offrendo a tutti, ad ogni istante una nuova possibilità. È solo questo il punto di partenza per la soluzione di ogni problema. Gli angeli non smetteranno mai di ripetercelo.

 

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