“ROOTS (radici), alla scoperta di ciò che ci unisce” è il titolo dell’appuntamento 2026. Memoria, dialogo e cultura dell’incontro le parole chiave proposte dai giovani organizzatori del Primo Maggio di Loppiano per proporre strade nuove di pace e amicizia sociale da percorrere insieme.
Nel giorno in cui si celebra la Festa dei Lavoratori, Loppiano ospita una nuova edizione del Primo Maggio di Loppiano, il festival della fraternità che, dal 1973, attira sul suo altopiano, giovani da ogni parte d’Italia e d’Europa.
L’esperienza di fraternità basata sul Vangelo che si vive in questa piccola città tra persone di differenti culture, lingue, religioni e Paesi, ha ispirato questo festival in cui linguaggi diversi contribuiscono a comporre un’esperienza unica e trasformativa. Ogni anno, sono i giovani stessi a scegliere il tema e a mettere in gioco creatività e talenti per proporre un festival rinnovato e coinvolgente fatto di spettacolo, laboratori d’arte, danza, musica, teatro, seminari, testimonianze, momenti di dialogo interculturale e interreligioso, expo, mostre. Così nel tempo il Primo Maggio di Loppiano è cresciuto come spazio di riflessione e di esperienza sulle grandi sfide del presente: la pace, il dialogo, la giustizia, la fraternità, la cura del Creato.
“Roots (radici), alla scoperta di ciò che ci unisce” è il titolo dell’appuntamento del 2026. «In questo tempo che viviamo, segnato da conflitti, paure, morte, disuguaglianze e precarietà, in particolare per i bambini, i ragazzi e i nostri coetanei che vivono in Paesi in guerra, sentiamo che anche noi non possiamo vivere in pace, indifferenti. La nostra pace non può esistere senza quella degli altri – spiegano Emily e Kiara Zeidan, due dei giovani organizzatori del festival –. Per questo con “Roots” vogliamo scendere in profondità, fare memoria delle nostre diverse origini e radici culturali, familiari, sociali, religiose, non per barricarsi dietro ai muri delle differenze, alimentando paura e diffidenza verso l’altro, ma per generare insieme qualcosa di nuovo. Per contribuire, attraverso il dialogo, a costruire una cultura dell’incontro, a tessere legami di amicizia sociale, promuovendo un mondo più giusto e fraterno».

Il programma
La giornata del Primo Maggio di Loppiano si apre alle 11:00, con un momento di riflessione e provocazione dal palco dell’Auditorium della cittadella (Via San Vito, 48 – Figline e Incisa Valdarno, FI). Poi, alle 12:00, l’inaugurazione dell’Expo internazionale della fraternità, cuore esperienziale della giornata. Un piccolo mondo ricostruito, in cui oltre 30 realtà accolgono i visitatori offrendo spazi di dialogo vivo e personale. Attraverso racconti, tradizioni, linguaggi e testimonianze, ogni stand rappresenta un approdo che custodisce una propria identità e, allo stesso tempo, si offre all’incontro, dove la diversità diventa occasione di conoscenza reciproca e di superamento di stereotipi e pregiudizi.
Tra i Paesi e le aree geografiche rappresentate figurano Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Etiopia, Filippine, Francia, Guatemala, Irlanda, Madagascar, Medio Oriente, Messico, Myanmar, Nigeria, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti e Venezuela.
All’Expo partecipano anche numerose realtà associative locali, nazionali e internazionali, tra cui Associazione Amici del Valdarno – Comunità Islamica, APS Amici di Santa, Centro Sportivo Italiano, Città Nuova Editrice, Economia Disarmata, Friendly T-shirt, Gen Rosso, Gen Verde, Istituto Universitario Sophia, Movimento Laudato Si’, Nuovi Orizzonti, Polo Lionello Bonfanti, contribuendo a rendere l’Expo uno spazio concreto di confronto e fraternità.
L’Expo ospita anche la quarta tappa del CSI in Tour 2026, il villaggio sportivo itinerante del Centro Sportivo Italiano, in cui sperimentare gratuitamente sport e attività ludiche, guidati da istruttori e animatori, in un’esperienza aperta a tutti che valorizza lo sport come linguaggio universale capace di abbattere le barriere, generare inclusione e relazione.
Nel pomeriggio, alle 16:00, il palco dell’Auditorium della cittadella si illumina con “Ciò che ci unisce”, lo spettacolo di teatro musicale frutto di un laboratorio che ha coinvolto, durante l’ultimo anno, un gruppo di giovani creativi e professionisti, realizzato in collaborazione con Coesioni srls e F.G.B. service, con il contributo dell’Associazione Culturale Dancelab Armonia, la partecipazione della band AsOne, e le cantanti Sophitz e Chiara Parise.
Musica, danza, teatro e parole si intrecciano in uno spettacolo che dà voce a storie di vita, fragilità, migrazione, inclusione e speranza, accompagnando il pubblico in un percorso che dalle radici personali e culturali conduce alla scoperta di quelle condivise, che rendono possibile l’incontro e la fraternità. «È in questa profondità che vogliamo entrare – commentano Emily e Kiara Zeidan –. In questo terreno vivo, nascosto e prezioso, che ci ricorda che nessuno fiorisce da solo. Perché solo risalendo alle nostre radici possiamo davvero incontrarci. Solo dall’incontro con la diversità possiamo scoprirci parte di un’unica umanità. Solo insieme potremo costruire un altro futuro!».
La giornata del 1° maggio a Loppiano culmina con una sorprendente performance collettiva all’aperto di cui tutti i partecipanti a “Roots” saranno protagonisti.
Il Primo Maggio di Loppiano 2026 è un evento della Settimana Mondo Unito cofinanziato dall’Unione europea grazie al Programma Erasmus+Youth.
Come partecipare
Per partecipare al Primo Maggio di Loppiano, festival della fraternità, basta acquistare il pass in loco il giorno stesso dell’evento.


