Ave, un’artista nelle mani del Vasaio

29 Lug 2026 | Arte, Notizie, Vita

Il 3 luglio scorso, Silvana (Ave) Cerquetti, 96 anni, scultrice, cofondatrice del Centro Ave Arte di Loppiano, è tornata alla casa del Padre. I suoi funerali sono stati celebrati nel Santuario Maria Theotokos, la sua opera più amata.

di Tamara Pastorelli

«Dietro un vicolo del paese, c’era un vasaio. Io andavo spesso da lui e, seduta sullo scalino di pietra, rimanevo lì ad osservarlo mentre lavorava». Così, la scultrice Silvana Cerquetti, meglio conosciuta con il nome di “Ave”, raccontava uno dei suoi più nitidi ricordi di infanzia, ambientato durante i soggiorni con la famiglia nel paesino di Montefalco, in Umbria. «Quando capii che avrei potuto trasformare la creta in tante figurine, fu per me una grande gioia!». Incoraggiata dalla mamma, si fece dare da quel vasaio un po’ di creta. Il Natale era vicino. Con le sue manine, la piccola Silvana modellò delle statuine dei personaggi del presepe che la madre cosse sotto la cenere e lei dipinse, a una a una. «La notizia di questo grande presepe si sparse in tutto il paese, e così vennero a vederlo il sindaco, il priore, il pretore: ci fu un gran via vai di persone!». Era il 1936.

“Farò Arte Sacra”

Quattordici anni dopo, ha 20 anni, e la troviamo salire trafelata le scale di Palazzo Venezia, ormai talentuosa studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Roma. La prima opera che vede è un piccolo quadro del pittore francese Georges Henri Rouault. «Era un volto di Gesù. Allora non ero per nulla interessata all’arte sacra perché ero evangelica, valdese, ma lì, di fronte a quel quadro, il rapporto con Gesù fu immediato. Fui come rapita, tutt’uno con Lui. Ho capito il valore dell’arte sacra: dare Dio attraverso l’arte. In quel momento ho detto: “Farò Arte Sacra”».

L’incontro con il focolare

Terzo ricordo. È il 1955. Silvana, neodiplomata all’Accademia, è a Sassari, in Sardegna, per realizzare alcune opere di scultura. È già un giovane talento: una sua opera era stata scelta per rappresentare gli studenti dell’Accademia alla Biennale di Venezia del 1952. Sull’isola è ospite delle Pie Sorelle Educatrici, che aveva incontrato in un momento di profonda crisi, alla ricerca della «pienezza della verità». Una mattina, un sacerdote le propone di incontrare delle signorine conosciute a Trento, che erano appena arrivate a Sassari. L’accoglienza gioiosa di quelle giovani spalanca i suoi orizzonti: «Eravamo ancora nel piccolo ingresso ed ebbi subito la sensazione straordinaria di entrare in quell’unità, armonia e bellezza della creazione che più volte avevo contemplato, e dissi tra me: “Qui è Dio, qui è la Chiesa!”». Fu il suo primo incontro con il focolare. Era quella verità che cercava: nel luglio dello stesso anno, fa tutti i passi necessari per ritornare nella Chiesa cattolica nella quale era stata battezzata e, tornata a Roma, si mantiene in contatto con le focolarine.

In America Latina

Ha 28 anni quando alcuni amici di famiglia che lavorano nel corpo diplomatico di El Salvador la invitano nel loro Paese per uno scambio culturale. Silvana si stabilisce nella capitale, San Salvador, dove si inserisce rapidamente nell’ambiente artistico: insegna scultura all’Accademia di Belle Arti, riceve numerosi riconoscimenti pubblici, tiene una serie di conferenze alla tivù nazionale. E continua a vivere la spiritualità dell’unità: «Cercavo di amare il prossimo come fossero tutti fratelli: visitavo carcerati, poveri, ammalati; andavo negli ospedali a dare il sangue. E ogni volta, al ritorno, era un lavoro o un incarico professionale in più». Rientra in Italia nel 1960, compiendo un lungo viaggio a tappe nei luoghi mariani. «Così, mi resi conto che tutto il periodo trascorso a San Salvador (quasi tre anni) ero stato una preparazione del Signore per darmi interamente a Lui», ricordava.

 

Nasce il Centro Ave Arte

«Sazia questa sete di bellezza che il mondo sente: manda grandi artisti, ma plasma con essi grandi anime che, col loro splendore, avviino gli uomini verso il più bello dei figli degli uomini: Gesù». Sono questi i versi, scritti di suo pugno, che Chiara Lubich offre quale messaggio programmatico al nascente “Centro Ave Arte”, l’atelier fondato in un garage di Roma, nel maggio del 1961, da Silvana assieme alla scultrice Tecla Ranucci e alla pittrice Marika Tassi. Tre focolarine artiste che avevano sentito la spinta interiore a non lavorare più da sole ma insieme, nella condivisione di un comune cammino spirituale e artistico. Anche il nome del Centro fu proposto dalla Lubich, che lo battezzò “Ave”, perché ogni opera potesse essere vissuta come un saluto alla Madonna. Silvana, che ne divenne la prima responsabile e direttrice artistica (fino al 2004), prese quel nome anche per sé. «Era tutto grande, tutto da fare – ricordava –. Ci siamo buttate di forza, con tutto l’amore, a vivere il Vangelo, a essere pronte a dare la vita l’una per l’altra. La vita si dà una volta ma potevamo ogni momento morire a noi stessi per vivere l’altro».

A Loppiano

Nel 1965 il Centro Ave si trasferisce a Loppiano. Si strutturano gli studi di scultura, pittura, design e grafica, nascono le linee di ceramica per l’arredo e la riproduzione dei piccoli oggetti sacri. Vedono la luce le sue sculture più note e amate: la Bella Accoglienza, la Madonna del Buon Cammino, la Madonna della Neve, la Crocifissione con Maria Desolata.

Nel 1996, Chiara Lubich, d’accordo con il vescovo Giovannetti, le affida il progetto della chiesa che sarebbe dovuta sorgere a Loppiano. Dopo mesi di riflessione, Ave trova l’ispirazione e disegna a matita l’idea, subito trasformata in un bozzetto di creta. Il Santuario Maria Theotokos, forse il capolavoro più grande e l’opera più amata da Ave, viene inaugurato nel 2004.

E nel suo Santuario Ave è stata accolta, martedì 7 luglio, prima dell’ultimo saluto. Per dire assieme al Centro Ave, alla cittadella di Loppiano e a tutti quanti l’hanno conosciuta, un “grazie” corale per il dono di quest’artista che, plasmata dalle mani del Vasaio, con le sue opere ha saputo saziare «la sete di bellezza che il mondo sente».

 

Galleria fotografica

Ave Cerquetti (9 agosto 1930 – 3 luglio 2026)

Foto © Centro Ave/Archivio Loppiano

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