Cosa vorrei essere e fare nella vita

6 Ago 2026 | Educazione, Giovani, Notizie

Conclusa la seconda edizione di “Quo Vadis?” (Dove stai andando?) per trenta giovani di quattro continenti. Dal 10 al 19 luglio nella cittadella per vivere un percorso di discernimento vocazionale, affiancati da una ventina di tutor e accompagnatori. Dal “donarsi per scoprire sé stessi” alla ricerca del “progetto di vita”.

di Paolo Lòriga

«Quest’ultima mattina vi invito a fare un viaggio interiore», ha esordito Darìo, colombiano, del Centro Gen internazionale, rivolto ai trenta giovani provenienti da venti Paesi di Europa, Africa, America Latina e Asia. Domenica 19 luglio è stato il giorno conclusivo dell’esperienza di dieci giorni a Loppiano, aperta a tutti i giovani tra i 25 e i 35 anni, denominata “Quo Vadis?” (Dove stai andando?), alla seconda edizione. Letizia, del gruppo organizzatore, ha poi riavvolto il nastro del programma fino al significato del titolo. «L’apostolo Pietro stava scappando da Roma per non venire ucciso. I cristiani, rimasti in città, gli avevano consigliato di fuggire. Appena fuori Roma, incontra una persona e gli domanda: “Domine, quo vadis?” (Signore, dove vai?). “Vado a farmi crocifiggere una seconda volta”, risponde Gesù in persona. Pietro torna indietro e va a dare la vita».  Il silenzio è profondo. Letizia prosegue: «Adesso tocca a noi. Siamo in procinto di metterci in cammino.  Magari alla stazione incontrerete qualcuno che vi chiederà: “Quo vadis?”».

Alla fine, come viatico, sono stati consegnati ai partecipanti tre simboli: una bussola, una valigia e un pensiero. E i giovani hanno aperto il cuore. «È stata un’opportunità per essere liberi con questo amore così grande di Dio e degli altri». «Ho incontrato persone realizzate, mentre prima non ne conoscevo tante. Di grande aiuto il cammino di meditazione e di preghiera con tutti i ragazzi».  E ancora: «È stato lo spazio per fare le domande più profonde». «Attraverso i colloqui con i tutor e con i giovani, mi sono accorta di vivere in una bolla dalla quale voglio adesso uscire». Il microfono passa di mano in mano: «Parto con più domande di prima, ma anche con risposte che hanno illuminato la mia esistenza e rafforzato la mia fede».

Sono arrivati venerdì 10 luglio, invitati dai partecipanti della prima edizione o attraverso i media dei Focolari o persone del Movimento, oppure tramite i social. Le attese erano molto differenziate (non tutti appartenenti ai Focolari), ma identico era il desiderio di investigare sul proprio presente e di scrutare il futuro. «Lo scopo di questi giorni – hanno chiarito i coniugi Irene e Gianpaolo, accompagnatori in questa edizione – non era trovare necessariamente risposte alle domande, ma fare un percorso per imparare ad “abitare” le domande. Si è trattato di imparare a riconoscere i movimenti del cuore e a scegliere ciò che fa crescere nell’Amore».

Tutor e accompagnatori, una ventina in tutto, con vocazioni, età e professioni diverse, hanno seguito i trenta partecipanti (numero chiuso) anche con una preparazione preliminare. Poi, nei dieci giorni sono state sviluppate varie tematiche (sempre in italiano e in inglese) basate sulla prossimità con Dio, con sé stessi e con gli altri. Era ben chiaro per tutti che un tale cammino di “discernimento vocazionale” non portava a mettere in luce una consacrazione a Dio, ma a cogliere i segnali della propria vocazione nella vita. Di particolare efficacia si sono rivelati il dialogo con la Parola di Dio attraverso la Lectio Divina, il colloquio personale e comunitario, la preghiera, la condivisione, l’adorazione eucaristica, la visita alla Fraternità di Romena, ma anche giochi e teatro, musica e passeggiate sotto le stelle.

“Donarsi per scoprire sé stessi” è stato uno dei motti di partenza, con l’intento, secondo gli organizzatori, «di rileggere la propria storia alla luce della Parola e riscoprire il valore di essere stati creati in dono per diventare dono per gli altri». Insomma, una pedagogia che parte dall’amare gli altri e Dio per giungere a conoscere sé stessi, facendo tesoro della “sveglia” di Papa Francesco: «Non perdiamo tempo a domandarci: “Ma chi sono io?”, ma domandati: “Per chi sono io?”». Il programma è stato illuminato dalle peculiarità del carisma di Chiara Lubich, con una convivenza nella spiritualità di comunione nel contesto di Loppiano e con un impegno costante all’amore reciproco. Premesse, queste, per sperimentare la grazia di Gesù presente tra i partecipanti, nella scoperta del mistero di Gesù Crocifisso e Abbandonato, quale artefice di unità e di pace.

Alla fine, i partecipanti hanno posto nel proprio zaino quei passi concreti che hanno individuato di compiere. Resta anche la possibilità di venire ancora seguiti da tutor e accompagnatori del “Quo Vadis?” e di individuarne di vicini al proprio mondo. L’itinerario, infatti, può continuare nelle proprie comunità di appartenenza o nell’ambito del Movimento dei Focolari o tramite specifici percorsi vocazionali. Adesso, indubbiamente, c’è più chiarezza. Come conferma chi sta già andando a prendere il treno: «Le testimonianze mi hanno dato il coraggio di continuare a sperare e di guardare con fiducia alle mie scelte future».

Galleria fotografica

Alcuni scatti 

Foto by Cris Machado e Dennis Ng

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