29.03.1957 – 02.11.1990 – Focolarino
“Cambierò davanti ad essi le tenebre in luce” (Is 42,16)
Nato a Latina, durante il liceo conosce il carisma dell’unità e ben presto avverte il desiderio di una donazione totalitaria a Dio. A 26 anni arriva a Loppiano per la scuola dei futuri focolarini. Qui svolge varie attività e quale capacissimo matematico, segue l’amministrazione di una delle aziendine con cui la cittadella si sostiene. Alla vigilia della sua partenza per gli USA (1985), si evidenzia un’invalidante malattia progressiva. Alessandro rimane a Loppiano, continuando le sue normali attività. “il dolore – scrive – c’è in ogni realtà dell’uomo. Posso però decidere di non scappare di fronte ad esso, ma di prenderlo su di me”. E più avanti: “Solo da circa un mese mi hanno detto come stanno veramente le cose… devo prepararmi bene”. “Da allora – scriverà ancora – sono come al di là di una sponda. Dio ci vuole santi. C’è grazia maggiore?”
In Alessandro traspare non tanto la sofferenza, che non manca, ma una profonda gratitudine a Dio. A qualcuno che spera nel miracolo, risponde: “Non ti rendi conto che c’è già stato?”
A 33 anni, due settimane prima di spiccare il volo, scrive: “Il fisico continua ad indebolirsi. Non cammino più, parlo con difficoltà, faccio fatica a mettere a fuoco quello che vedo. Spiritualmente però sto bene, anche se è una continua lotta. L’unica cosa che mi propongo è fare la Volontà di Dio. Lo scopo del mio vivere è tutto lì… sono nato per questo”.

