16.01.1951 – 25.07.1989 – Focolarino
“Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni” (Sal. 31, 15-16)
Qualcuno lo definisce così: “Sandro era uno di quei focolarini che non si conoscono bene su questa terra, di quelli che sostengono tutto e spariscono, cui importa solo la volontà di Dio, Era tutto proteso nell’amore”.
Nasce a Napoli e ancora piccolo perde i genitori. Conosce la spiritualità dell’unità nel 1967. Pochi anni dopo, mentre nuotava con un amico, tutti e due furono colti da un’ondata e sommersi. L’amico morì, e lui fu salvato. Era certo che in quella buca sotto l’acqua, Maria era lì con loro e sente la responsabilità di non sprecare neanche un attimo.
Per rispondere all’amore di Dio, lo segue nella via del Focolare. Sarà a Roma, a Trieste e dal 1987 al Centro per studenti “La Pira” di Firenze.
Nella vita, le difficoltà non mancano, ma le vede come aiuti per il rapporto con Dio e con i fratelli. L’amore a Gesù Abbandonato lo porta sempre più nell’esperienza dell’unità, ma allo stesso tempo le richiede di essere sempre più, senza nessun appoggio che Lui.
Prova n’immensa gratitudine a Dio per averlo amato e scelto e a Maria, che nonostante tutto lo ha preso per mano e lo conduce con un amore e che non si stanca mai passo a passo fino in Paradiso.
Chiara Lubich le aveva proposto questa frase del Scrittura da vivere specialmente: “Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni” (Sal. 31, 15-16)

