28.07.1946 – 01.06.1970 – Focolarina
“Sorgi, affrettati, amica mia, bella mia e vieni.” (Cant. 2,10)
Araceli ha terminato la sua breve, ma intensissima corsa, a soli 24 anni in un incidente stradale. Spagnola di cuore e di quella bellezza che dice trasparenza, innocenza e decisione, in lei tutto parlava di vita: la giovane età, l’affetto per le coetanee e le più giovani, di cui a Madrid era diventata una leader. Araceli ha saputo gridare con la sua vita il Vangelo.
A 19 anni avverte la chiamata di Dio a donarsi totalmente a lui; per cui, lasciati genitori, casa, patria, si unisce ad altre giovani per vivere integralmente il Vangelo. Era fiera e orgogliosa di questa sua scelta, cosciente di aver trovato la più bella vocazione del mondo: essere tutta di Dio.
La sua partenza da questa terra è stata fulminea, ma Araceli aveva già iniziato la sua corsa da tempo, da quando aveva compreso che Dio andava amato con tutto il cuore nell’attimo presente della vita. Così ha fatto e così ha raggiunto in fretta il traguardo atteso.
Per questo le parole scolpite sulla sua lapide, a sintesi della sua vita, sono quelle che Dio le potrebbe aver detto: “Sorgi, affrettati, amica mia, bella mia e vieni” (Cant. 2, 10).
La ringraziamo per averci lasciato un’unica impronta, una sola eredità: Dio.

