07.12.1901 – 19.02.2001
Nata in Germania, Elena si trasferisce in Italia dove conduce una vita di prim’ordine, non solo per le persone che frequenta, ma anche per la sua formazione e spessore culturale. Intelligente, colta e dal pensiero indipendente, Elena intesse relazioni personali ed epistolari con grandi figure del XX secolo.
Il suo passaggio dal protestantesimo al cattolicesimo non la priva del dovere di riflettere, dell’urgenza di formarsi una sua opinione, non solo sui fatti del mondo ma anche sulle cose spirituali.
Ma quello che diventa per Elena il momento fondamentale della vita è l’incontro con Chiara Lubich agli albori del Movimento dei Focolari. Con la giovane maestra trentina l’intesa è immediata e perfetta. Intesse con lei una fitta corrispondenza che rivela non solo devozione e amore reciproco, ma anche una sorprendente finezza di analisi e di riflessione teologica. Del Movimento diviene presto, insieme al marito Luigi Alvino, assidua sostenitrice morale e materiale. E per la Lubich, Elena diviene l’equivalente di quello che Jacopa de’ Settesoli fu per Francesco d’Assisi. Non a caso, il nome che la Lubich le attribuisce è “Frate Jacopa”.
Se è vero che la Frate Jacopa dei Focolari ha espresso il suo amore materno per Chiara e per il suo nascente Movimento, è anche vero che Elena si è sentita di Chiara sempre figlia, comprendendo dal carisma dell’unità non solo la realtà che la circondava, ma anche tutta la sua storia.

