Le conseguenze della pandemia come il lockdown, l’isolamento e la convivenza 24 ore su 24, hanno messo a dura prova molte relazioni di coppia e, di conseguenza, tante famiglie. Dal 15 al 22 agosto, tornano a Loppiano i “Percorsi di luce”, esperienza nata per accompagnare e sostenere le coppie in crisi che vogliono tornare a prendersi cura della propria relazione.

 

«La storia di una famiglia è solcata da crisi di ogni genere, che sono anche parte della sua drammatica bellezza», scrive Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica “Amoris laetitia”. Bellezza che fiorisce quando la ferita o la rottura non sono nascoste ma evidenziate, portate alla luce. Come accade nell’antica arte giapponese del Kintsugi usata per riparare gli oggetti in ceramica, dove lacca e polvere d’oro sono miscelate per saldare le spaccature, ottenendo, alla fine, un oggetto più prezioso del precedente.

Così, i “Percorsi di luce” proposti a Loppiano dal 15 al 22 agosto, si rivolgono a coppie, sposate o conviventi, che vogliono recuperare la loro relazione o crescere, condividendo le loro difficoltà con altre coppie. L’obiettivo è arrivare ad individuare le motivazioni che hanno indotto lo stato di conflittualità o crisi, e porre così in atto modalità nuove di relazione, supportate da strumenti per migliorare la comunicazione, alla luce della spiritualità del Movimento dei Focolari.

Il progetto “Percorsi di luce” nasce nel 2009, proprio qui, a Loppiano. Con il tempo si è sviluppato anche in Svizzera, Slovacchia, Spagna e Croazia. Si basa su una settimana residenziale in cui un numero limitato di coppie, supportato da un’equipe, viene accompagnato in un percorso di rilettura del proprio rapporto. Periodicamente vengono proposti anche “richiami” di gruppo. La settimana residenziale si svolge a Loppiano (FI) – Località Montelfi – presso la Scuola internazionale per famiglie “Loreto”.  I richiami, invece, si tengono sul territorio nazionale.

L’équipe che collabora al progetto è composta da psicoterapeuti con esperienza di terapia di coppia, coppie accompagnatrici con funzione di tutor, coppie che hanno superato momenti difficili e che offrono la loro testimonianza. Anche un sacerdote. Tra le tematiche trattate: la comunicazione nella coppia, la diversità, la scoperta dell’altro, strategie per far fronte ai conflitti, corporeità, sessualità, il perdono, strumenti per il benessere della coppia. Affinché la metodologia abbia il massimo dell’efficacia non è prevista la partecipazione dei figli.

Come sostiene ancora Papa Francesco nell’Amoris Laetitia:

«Bisogna aiutare a scoprire che una crisi superata non porta ad una relazione meno intensa, ma a migliorare, a sedimentare e a maturare il vino dell’unione. Non si vive insieme per essere sempre meno felici, ma per imparare ad essere felici in modo nuovo, a partire dalle possibilità aperte da una nuova tappa».

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