Convention speciale per i 20 anni del Polo

26 Ott 2026 | Economia, Notizie

Occasione di festa e di ampia riflessione per il concomitante anniversario del Polo e dei 35 anni dell’Economia di Comunione. Un doveroso sguardo al cammino compiuto e l’impegno per individuare nuovi sviluppi.

di Paolo Lòriga

 

Vent’anni sono sempre un traguardo ricco di significati. Figurarsi per una realtà così innovativa per l’economia, così controcorrente per la cultura imprenditoriale, così aliena nella logica del capitalismo, com’è il Polo Lionello Bonfanti. Sarebbe potuto risultare un “flop”. E invece sono stati festeggiati, pur con sobrietà, i primi due decenni di vita con una Convention (16-18 ottobre), che ha fatto convergere persone da tutta Italia e numerosi esperti. Con l’occasione sono stati celebrati anche i 35 anni dell’Economia di Comunione, di cui il Polo è un’eloquente gemmazione.

Il titolo “Venti nuovi”, giocando sul duplice significato del termine a seconda dell’uso dell’accento grave o acuto, stava ad indicare i due decenni di cammino e l’impegno ad intercettare vènti nuovi per procedere nel futuro. Da qui, il doveroso sguardo verso il passato, come ha fatto Koenraad Vanreusel, presidente del Consiglio d’amministrazione di EdiC spa, che gestisce il Polo. Ha, infatti, ricordato il fondamentale apporto iniziale degli oltre 5.600 soci, «che hanno creduto nel Polo, versando le loro quote senza aspettarsi un ritorno economico». Il Polo ospita oggi oltre 40 aziende e costituisce un punto di riferimento delle imprese EdC in Italia.

In questi due decenni, il Polo, pur con la zavorra del mutuo iniziale, è cresciuto, dando vita alla Scuola di economia civile, alla Scuola di economia biblica, alla Scuola di economia vegetale. Qui hanno sede The Economy of Francesco e un incubatore di un’economia diversa per giovani imprenditori. L’ha evidenziato, con un saluto videoregistrato, suor Alessandra Smerilli, economista, presente nel 2006 all’inaugurazione del Polo, oggi Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

L’economista Stefano Zamagni ha indicato che il Polo testimonia «i “peccati” della teoria economica dominante, perché sottolinea che l’uomo è un essere relazionale e sociale, che etica ed economia portano più frutto se tenute assieme, che va massimizzato il Bene comune e non il profitto, che nell’ordine sociale non basta il modello bipolare stato-mercato, ma servono corpi sociali e comunità autorevoli e autonome quale terza parte». Commentando poi che «ci sono segnali nel panorama economico che vanno in questa direzione e l’EdC ne è un soggetto attivo».

 

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Che non siano segnali solo dell’ultimo periodo lo ha rimarcato Alberto Ferrucci, imprenditore genovese, tra i coprotagonisti della nascita dell’EdC, ricordando che già prima del 1991 imprenditori vicini ai Focolari avevano sviluppato un impegno per un’economia diversa. Anche Marco Girardo, direttore di Avvenire, ha indicato che «nelle persone c’è maggiore disponibilità al Bene comune più di quanto appaia».

«Non dimentichiamo che l’EdC, non è nata da un bisogno. Non ci sarebbe se Chiara Lubich non avesse ricevuto un carisma dallo Spirito», ha precisato l’economista Luigino Bruni, chiamato dalla fondatrice dei Focolari, negli anni Novanta, a dare dignità scientifica all’EdC assieme a Ferrucci e all’economista Benedetto Gui. «Il futuro è già scritto nel presente del Polo – ha assicurato Bruni –. Ci sarà perché è frutto di un carisma. E un carisma è un seme che contiene in sé l’albero, ma nessuno sa come sarà l’albero». E invita alla fedeltà. «Per essere fedeli alle domande del carisma sull’EdC occorre avere il coraggio di cercare risposte nuove adatte ai cambiamenti dei tempi».

Per il futuro, serve un ulteriore compito, ha indicato Zamagni, quello di «riuscire ad influenzare le regole delle istituzioni per sovvertire il pensiero unico dominante, stabilendo un rapporto con le istituzioni». Stesso suggerimento da parte dell’esponente politica Rosy Bindi: «La vostra esperienza profetica, assieme alle altre, è davanti alla grande sfida di incontrare chi ha il potere. Il Polo è micro, ma quello che state facendo è macro. Dovete fare da ariete per aprire una relazione permanente con le istituzioni politiche ed economiche».

Venti nuovi con nuove direzioni. «Abbiamo scelto il vento come simbolo di questi giorni, per le novità che sempre porta – ha ricapitolato in conclusione Maria Gaglione, amministratrice delegata del Polo –. Il Polo vuole continuare ad essere un luogo in cui venti diversi si incontrano, quelli della ricerca, dell’impresa, della cultura, dell’arte, dell’impegno sociale e dal loro incontro possano nascere domande nuove, relazioni nuove e rotte condivise».

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